Dal 2017/18 ogni scuola dovrà avere un referente sul Cyberbullismo

La legge 29 maggio 2017, n. 71 prevede la figura di un coordinatore delle iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo messe in atto dalla scuola. Tale figura è il referente di Istituto, come si legge nell’articolo 4 comma 3 della legge:

“Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo …”

La norma non specifica chi deve individuare il referente e come, ma lascia spazio all’autonomia delle singole scuole.
Il referente ha il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo. A tal fine, può avvalersi della collaborazione delle Forze di polizia, delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile del territorio. I docenti in questione dovranno svolgere fin dalle prossime settimane un apposito corso di formazione per sensibilizzare gli studenti sull’illiceità e la cattiveria di comportamenti dei quali spesso e in astratto non percepiscono la gravità.

La scuola deve diventare luogo di prevenzione di questa forma di bullismo. Perciò l’uso consapevole della rete entra a far parte dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola. Il Ministero dell’Istruzione adotta delle linee d’orientamento per la prevenzione e il contrasto del fenomeno.

Gli uffici scolastici regionali sono chiamati a promuovere progetti elaborati nelle scuole, nonché azioni integrate sul territorio di contrasto del cyberbullismo ed educazione alla legalità.

Al dirigente spetterà il compito di informare subito le famiglie dei minori coinvolti, mentre sulla scuola, che poi si rivarrà sui docenti, graverà la responsabilità patrimoniale da mancata vigilanza per i danni causati a minori da messaggi e pubblicazioni avvenute durante le ore di lezione. Questo è quello che è stato precisato dagli avvocati chiamati in molte scuole per la formazione dei referenti. Infine sulla famiglia graverà intanto il peso finanziario della responsabilità extrascolastica e soprattutto quello morale di un’educazione che in molti casi dovrebbe essere reimpostata radicalmente.