Prassie, cosa sono e come si differenziano dalle disprassie

Le prassie sono definite come procedimenti coordinati gestiti a livello mentale e fisico, che presuppongono conoscenza e coordinamento tra funzioni cerebrali e atti fisici.

E’ necessario definire che cosa sono le prassie per meglio capire cosa sono le disprassie.

Un atto per noi meccanico e facile come prendere un oggetto in uno spazio fisico presuppone una serie di azioni programmate e previsionali, che il bambino impara a progettare durante il suo percorso evolutivo. Queste azioni programmate sono le prassie, che non solo prevedono il movimento all’interno di un dato spazio, ma ne prevedono anche il risultato e/o le conseguenze nel tempo.

Per questo motivo le disprassie non possono considerarsi solo un disturbo della sfera motoria ma un disturbo che coinvolge la sfera gnosica-concettuale e psico-motoria, senza che necessariamente siano compromesse la capacità intellettive e cognitive.

Le disprassie quindi riguardano le difficoltà nell’elaborare movimenti volontari da parte del bambino, che abbiano una collocazione spazio-temporale.

Un bambino con disprassie non avrà difficoltà motorie, i suoi movimenti saranno validi, ma avrà difficoltà ad organizzare il movimento per raggiungere un obiettivo, nello spazio fisico e nel tempo.

La Disprassia può essere classificata in vari modi a seconda delle problematiche specifiche a cui va incontro.

  • Disprassia Ideativa: il bambino non sa come utilizzare l’oggetto preso per raggiungere il risultato richiesto
  • Disprassia ideomotoria: il bambino non sa come fare un’azione ripetuta
  • Disprassia dell’abbigliamento: difficoltà di coordinare il movimento allo scopo di vestirsi
  • Disprassia visuo-costruttiva: disturbo evidente nella costruzione dei giochi
  • Disprassia-oro-bucco-facciale: problematica legata alla mimica facciale e a tutti i movimenti che necessitano del movimento dei muscoli facciali
  • Disprassia verbale: relativa alla capacità verbale e all’articolazione di fonemi e suoni in parole.
  • Disprassia di sguardo: deficit di coordinazione dei movimenti oculari per sostenere lo sguardo, acquisire informazioni e/o fissare un oggetto.

 

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