Piano nazionale scuola digitale pnsd

PNSD Piano Nazionale Scuola Digitale: cosa prevede

Di scuola digitale, in Italia, si discute dal 2015, ovvero dalla presentazione del Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD) da parte dell’allora Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Il Piano Nazionale per l Scuola Digitale , anche detto PNSD è un documento di indirizzo che si propone di avviare nelle scuole d’Italia un percorso di innovazione e digitalizzazione, secondo quanto previsto dalla Legge 107/2015 (meglio conosciuta come Legge La Buona Scuola). Il Piano ha valenza pluriennale e mira a diffondere le nuove tecnologie nelle scuole e a promuovere l’idea di apprendimento permanente mediante 35 azioni che sono state già finanziate, attingendo alle risorse messe a disposizione dalla Legge 107 e dai fondi strutturali europei (PON Istruzione 2014-2020) per un totale di un miliardo di euro.

QUALI SONO LE PRINCIPALI AZIONI PENSATE NEL PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE (PNSD)?

pnsd piano nazionale scuola digitale

Vediamo più da vicino quali sono le azioni più importanti pensate per una completa digitalizzazione della scuola italiana. Tra le fondamentali, troviamo sicuramente le azioni incentrate sulla fibra e sul cablaggio.  Quanto alla prima, l’obiettivo è far sì che entro la fine del 2020 tutte le scuole italiane siano raggiunte da fibra ottica o comunque da una connessione in banda larga o ultra-larga sufficientemente veloce per permettere, ad esempio, l’uso di soluzioni cloud per la didattica e l’uso di contenuti di apprendimento multimediali. Le strutture interne alla scuola dovranno poi essere in grado di fornire, attraverso cablaggio LAN o wireless, un accesso diffuso, in ogni aula, laboratorio, corridoio e spazio comune.

Vi è poi l’azione dedicata all’identità digitale di studenti e docenti. Già prevista dalla Legge La Buona scuola, l’identità digitale dello studente è ancora in fase di realizzazione, essendo stata attivata sinora soltanto la Carta dello Studente “IoStudio”, una tessera nominativa attestante lo status di studente frequentante con cui è possibile accedere a un’area personale online e a servizi e informazioni varie al proprio interno. Dal 2016 è invece operante la “Carta del Docente”, un profilo personale del docente che contiene le molteplici informazioni e interazioni amministrative (fascicolo del docente).

Degne di nota sono anche le azioni volte ad una digitalizzazione della burocrazia scolastica (si pensi all’introduzione del registro elettronico), ad una riformulazione degli spazi didattici in “luoghi abilitanti e aperti”, dotati di ambienti flessibili pienamente adeguati all’uso del digitale, alla creazione di nuovi laboratori che non siano solo contenitori di tecnologia, ma piuttosto “luoghi di innovazione”, ponendo le pratiche laboratoriali al centro dell’attività didattica curriculare.

Infine la formazione del personale docente. Sulla scorta di quanto stabilito dalla Legge 107/2015, la formazione sulla didattica digitale è rivolta a docenti, dirigenti scolastici e direttore dei servizi generali e si svolge durante il servizio. Ogni istituzione scolastica dovrà poi dotarsi (a partire dal 2016) di un animatore digitale ovvero di un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, abbia un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola. Ad ogni scuola saranno assegnati 1.000 euro all’anno, che saranno vincolati alle attività dell’animatore nell’ambito della formazione interna del personale, del coinvolgimento della comunità scolastica e nella creazione di soluzioni innovative.


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