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Metodo Doman: come insegnare a leggere ai bambini sotto i 3 anni

Metodo Doman, che cos’è?

Come molti di voi sapranno esistono diversi approcci all’educazione dei più piccoli, uno dei più noti ad esempio è il metodo Montessori.

Ma non esiste solo il metodo Montessori per l’educazione dei più piccoli, infatti quando si pensa a come poter insegnare la lettura ai bambini viene tirato spesso in ballo un altro metodo molto famoso, cioè il metodo Doman.

Doman parte dal presupposto che nei primi 6 anni di vita il bambino è una vera e propria spugna di apprendimento ed è in grado di incamerare informazioni con molta più velocità del resto della sua vita.

Inoltre Doman dimostra che è possibile quindi stimolare l’apprendimento della lettura già a partire dal primo anno di età.

Il metodo Doman prevede diverse attività da poter attuare per insegnare ai piccoli la lettura, partendo come al solito dal gioco.

Come funziona il metodo Doman?

  1. Al primo anno di età è possibile stimolare il ricordo delle lettere dell’alfabeto giocando con delle carte per più volte al giorno. Su ogni card sarà riportata una lettera dell’alfabeto che va presentata in serie di non più di 10 stimoli a gioco.
  2. Dal secondo anno è possibile iniziare a comporre frasi da leggere brevi
  3. Dal terzo anno è possibile iniziare a leggere i primi semplici libricini

Per il metodo sono importanti alcuni aspetti: l’attitudine dei genitori nell’insegnameno deve essere come quando si inizia un gioco, deve stimolare la lettura.

Questa infatti deve diventare più una ricompensa che una punizione.

Le singole lettere, che avranno delle dimensioni abbastanza grandi andranno lette a più riprese dai genitori, e nella composizione delle parole si dovrà sempre associare una immagine.

Il metodo propone di inserire tra le parole da imparare quelle di mamma, papà, alcune parti del corpo, parti dell’ambiente che viene vissuto quotidianamente.

Le parole vanno mostrate per pochi secondi al piccolo, e bisogna partire con una parola alla volta, fino a che la prima non viene memorizzata e compresa.

Quando avviene il riconoscimento è importante far seguire un momento di coccole e felicità, e poi ricominciare con una nuova parola.

Se la parola non è riconosciuta non bisogna mai adirarsi o colpevolizzare, ma utilizzare espressioni come :”è x, giusto?”, e poi ricominciare, piano piano, con la memorizzazione.

Mai sovrapporre l’apprendimento di più parole, è sempre bene fare in modo che siano memorizzate una alla volta.

Via via che si impareranno le parole, associate a immagini corrispettive, le dimensioni delle lettere, che formano le parole, verranno mostrate più piccole e sarà possibile affrontare la parte più difficile, cioè riconoscere le parole all’interno di una frase.