I modelli operativi interni di Bowlby rientrano nello studio dell’attaccamento, di cui abbiamo già parlato precedentemente nell’articolo dedicato.

Bowlby li identifica come processi mentali fondamentali per il neo nascituro per comprendere esattamente come valutare e analizzare le diverse opzioni possibili di azione, e si creano via via che il bambino interagisce con l’ambiente che lo circonda.

I MOI in pratica mettono in relazione il bambino con l’altro,in un quadrato spazio temporale nel quale poter agire, in pratica: “Nel modello operativo del mondo che ciascuno si costruisce, una caratteristica fondamentale è il concetto di chi siano le figure di attaccamento, di dove le si possa trovare, e di come ci si può aspettare che reagiscano.”.

Questo permetterebbe al bambino di interagire con l’ambiente esterno evitando ansie e stress.

La teoria prende spunto dal modello di Jean Piaget legato allo sviluppo psicomotorio, tale per cui questo tipo di modelli di azione vanno a ridefinirsi volta per volta a seconda del rapporto che il bambino sviluppa con l’ambiente esterno e con la figura di attaccamento.

Secondo Bowlby infatti è proprio dalla creazione del legame di attaccamento adeguata che si svilupperà la personalità dell’individuo. Per cui se il legame di attaccamento si è sviluppato in modo traumatico allora l’individuo vivrà da adulto momenti di inadeguatezza e angoscia, derivanti da un legame di attaccamento non adeguato.

Sull’individuo può avere un effetto traumatico soprattutto il distacco precoce dalla figura di riferimento, che ha diversi tipi di conseguenze.

Innanzitutto bisogna distinguere le varie fasi del distacco dalla figura di riferimento: protesta per il distacco, disperazione per il distacco e infine il distacco totale.

L’evento risulta meno traumatico qualora la figura che sostituisce la figura di riferimento subentri immediatamente e il clima affettivo nel quale questo avviene sia adeguato.

Altro aspetto rilevante dei modelli operativi interni è che la costruzione del sé in questo spazio mentale avviene anche attraverso la definizione del rapporto di azione con la figura di riferimento, per cui le azioi che si deciderà di intraprendere saranno valutante anche sulla base di quanto possano essere accettabili o non accettabili per la figura di riferimento.

Quindi i modelli operativi interni supportano il bambino a capire:

  • Quali sono le figure di attaccamento o riferimento e dove si possono trovare all’interno dello spazio di azione
  • Che tipo di azioni aspettarsi da queste
  • Concetto di accettabile e inaccettabile delle proprie azioni
  • Come basare le previsioni di azione
  • Ad avere fiducia nei riguardi della figura di attaccamento

I modelli di azioni interne via via che il bambino cresce, diventano automatici e scontati, poiché la maggior parte delle azioni vengono costruite durante la fase iniziale di vita e ricostruite via via sul modello di interazione con la figura di attaccamento.

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