Dsa

Disgrafia e disortografia: diagnosi, sintomi e cura

Dsa: come effettuare diagnosi e cura di disgrafia e disortografia, due aspetti del disturbo specifico di scrittura che emergono nei primi anni di scuola primaria dell’infanzia.

La disgrafia e disortografia rappresentano due diverse coniugazioni del disturbo specifico di scrittura. La disgrafia, come suggerito dal nome, concerne la grafia ossia il controllo degli aspetti grafici e formali della scrittura manuale ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione. La disortografia riguarda invece l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale ed è all’origine di una minore correttezza del testo scritto. Entrambe, naturalmente, sono definite in rapporto alle prestazioni attese per l’età anagrafica dell’alunno.

Vediamo più nel dettaglio in cosa consistono tali disturbi della Dsa.

La Disgrafia

disgrafiaOriginariamente questa patologia fu indicata con il termine agraphia. Fu H. Joseph Horacek a segnalare che, in realtà, l’agrafia consiste in una totale incapacità nello scrivere e nel sottolineare la necessità di distinguere tra questa e la disgrafia. La disgrafia, infatti, comporta carenze nell’espressione della scrittura derivanti dalle capacità di apprendimento. Molti bambini affetti da disgrafia non riescono a scrivere correttamente una parola su una riga oppure scrivono lettere di grandezza variabile, al punto da far apparire la scrittura sciatta e disordinata. Ciò spiega perché nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali-5 (DSM-5) la disgrafia, identificata mediante l’espressione “perdita di espressione scritta”, sia inserita nella categoria dei disturbi specifici dell’apprendimento.

I sintomi della disgrafia non sono rari, specialmente tra i bambini che si apprestano a scrivere, ma bisogna verificare se queste difficoltà perdurano nel tempo o si dissolvono dopo un certo periodo di tempo. Solo nel primo caso, come è evidente, sarà possibile procedere ad una adeguata diagnosi per inquadrare la problematica presentata. I sintomi della disgrafia sono solitamente raggruppati in sei categorie: 1) visuo-spaziale, 2) motoria, 3) elaborazione del linguaggio, 4) ortografia/scrittura, 5) grammatica e 6) organizzazione del linguaggio.  Tra i sintomi più diffusi ritroviamo:

  • problemi con la forma e la spaziatura tra lettere
  • difficoltà a organizzare parole da sinistra a destra nella pagina
  • difficoltà a scrivere su una linea e dentro i margini
  • difficoltà a leggere le mappe, il disegno o la riproduzione di una forma di un testo
  • problemi a tenere una matita in modo corretto
  • incapacità di usare adeguatamente le forbici
  • problemi a colorare all’interno dei margini
  • posizionare il polso, il braccio, il corpo o la carta in maniera scomoda durante la scrittura.

Va detto però che i sintomi della disgrafia variano anche a seconda dell’età del bambino e che generalmente i primi segni appaiono durante i primi anni di scuola elementare. Spesso, una diagnosi precoce effettuata da psicologi specializzati, in alcuni casi anche quelli scolastici, aiuta ad uscire prima dal problema. La diagnosi sarà effettuata tramite test opportunamente selezionati per misurare le capacità motorie e la produzione della scrittura. Quanto al trattamento, esso varia e può includere esercizi motori per rafforzare il tono muscolare, migliorare la destrezza e la coordinazione occhio-mano, e di controllo della scrittura, oltre ai trattamenti riguardanti esercizi di memoria o neuropsicologici. Talvolta, ad una riabilitazione cognitiva e motoria neuropsicologica sono affiancati incontri con uno psicoterapeuta volti al miglioramento del benessere del bambino.

La Disortografia

La disortografia è una disabilità di apprendimento caratterizzata da un importante e durevole difetto di assimilare le regole grammaticali in assenza di un deficit neurologico.

Tra i segnali più comuni della disortografia ritroviamo:

  • confusione di fonemi e di grafemi
  • errori di ortografia
  • problemi di scrittura simili ai dislessici
  • problemi legati alla codifica di alcune parole scritte
  • errori nel copiare le parole
  • inversione di sillabe
  • tagli arbitrari di parole
  • omissione di lettere necessarie in una parola
  • coniugazioni di verbi errate
  • errori di analisi del testo.

Il bambino disortografico, in sostanza, presenta una grave compromissione del linguaggio e scarse capacità di percezione e discriminazione visiva e uditiva. Inoltre, il disortografico non riesce ad avere una adeguata rappresentazione grafica di quanto si scrive. I bambini con disortografia possono mostrare disagio psicologico più o meno marcato di fronte ai compagni di classe. Il timore è che gli altri potrebbero avere una scarsa percezione del loro valore con conseguente manifestazione di ansia, bassa autostima e in casi estremi depressione.

Di conseguenza essi possono esitare nel fare domande in classe oltre ad assumere sempre una posizione di sudditanza psicologica nei confronti degli amici.

Anche in tal caso è utile giungere ad una diagnosi il prima possibile; tuttavia le ricerche dimostrano che la diagnosi di disortografia può essere effettuata solo alla fine del secondo anno della scuola primaria da uno psicologo e/o da un neuropsichiatra spesso affiancato da altre figure professionali, come ad esempio il logopedista. Esistono però delle strategie per gestire la disortografia. Può risultare utile utilizzare un computer o un dizionario per gli esami con domande saggio o ancora dare più tempo al disortografico per eseguire un compito. In ultima analisi, è necessario incoraggiare e supportare gli studenti ogni volta che raggiungono un traguardo per far sì che la loro autostima si rafforzi.

A livello terapeutico, poi, una volta effettuata la diagnosi, l’obiettivo generale di un trattamento per la disortografia evolutiva consiste nel raggiungere una corretta e rapida corrispondenza tra rappresentazione fonologica e ortografica delle parole, stabilendo come criterio di efficacia il miglioramento del processo di scrittura, in maniera tale da osservare dei progressi maggiori di quelli attesi da un’evoluzione naturale del problema stesso.


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