dieta e ovaio policistico

Dieta e ovaio policistico, relazioni e cura

Dieta e ovaio policistico, quali sono le implicazioni?

L’ovaio policistico è una sindrome, la PCOS, da cui sono affette circa il 15% delle donne in età fertile.

Si tratta di un complesso disturbo ormonale e non dipende in maniera diretta dall’avere una cisti o meno.

Per avere diagnosi di sindrome da ovaio policistico bisogna riscontrare questi sintomi:

  • Irregolarità mestruale, come ciclo scarso, assente o molto doloroso (tipo P)
  • Valori molto alti di testosterone (tipo H)
  • Cisti sulle ovaie (tipo O)

La combinazione di questi sintomi crea 4 tipologie di fenotipi:

OHP

OH

OP

HP

Lo squilibrio ormonale più significativo è determinato dagli alti livelli di testosterone che si manifestano anche con segnali fisici come acne, capelli radi, peluria diffusa su viso e collo.

Chi soffre di PCOS è solitamente maggiormente in carne e tende ad accumulare peso sull’addome a causa di una scarsa flessibilità metabolica. La flessibilità metabolica è la capacità di utilizzare in maniera giusta gli zuccheri e i grassi: chi soffre di PCOS vedrà una rapida metabolizzazione degli zuccheri (fame costante) ed una scarsa ossidazione dei grassi.

Solitamente per migliorare e risolvere la sindrome delle cisti ovariche viene somministrata la pillola anticoncezionale, e la terapia funziona finchè questa viene assunta. Può accompagnarsi alla pillola anche la terapia farmacologica, soprattutto per gestire i problemi legati all’insulina che la sindrome spesso può portare con sé.

Per far si che i farmaci o la pillola siano nel lungo e breve periodo efficaci resta come ulteriore terapia quella del cambio di stile di vita e di regime alimentare.

Una dietoterapia sensata e non esagerata per il controllo della Sindrome dell’ovaio policistico sembra la scelta migliore, al fine di controllare sia gli ormoni maschili che i livelli di insulina e la flessibilità metabolica.

Per alcune donne che soffrono di PCSO la dietoterapia da avviare deve prevedere anche una diminuzione del peso, soprattutto nella fascia addominale, quindi affiancando il regime alimentare anche ad attività fisica mirata.

Una perdita del peso del 5% comporta nelle donne in sovrappeso una possibilità di 78% di concepire, e diminuisce gli ormoni maschili migliorando anche il flusso mestruale.

Per chi invece non è in sovrappeso, un regime alimentare corretto aiuta a gestire la resistenza all’insulina, a mantenere sotto controllo gli ormoni maschili e il cortisolo.

La dieta suggerita è una dieta equilibrata di tipo mediterraneo, costituita al 55% da carboidrati e mai iperproteica. Importante è stare attenti agli alimenti ad alto indice glicemico, come riso bianco, pane bianco e patate. Non esagerare nel mangiare questi alimenti aiuta a mantenere stabili i livelli glicemici e la gestione dell’insulina.

Per quanto riguarda gli zuccheri semplici bisogna sempre distinguere gli zuccheri da fruttosio che da zucchero elaborato: quindi frutta si (in quantità moderata), dolci meglio di no.

Nemmeno i grassi vanno eliminati del tutto, è bene anzi considerare giuste quantità di olio extra vergine di oliva, eliminando o limitando i grassi trans idrogenati, presenti nei prodotti industriali e nella margarina.

Importante assicurarsi una buona dose di proteine ad ogni pasto, senza esagerare superando il 15/20% delle calorie totali.