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Mobilità 2018/19: punteggio per esigenze di famiglia, quando si valuta?

Il contratto sulla mobilità disciplina i movimenti che interessano il personale docente, si distinguono in due tipi differenti: mobilità territoriale (trasferimenti fisici da una città all’altra) e mobilità professionale (passaggi di cattedra e passaggi di ruolo).

Per partecipare a queste mobilità ci sono diverse condizioni e requisiti. Un docente ha la possibilità di presentare domanda contemporaneamente per entrambi i tipi di mobilità, se rientra nei requisiti.

In questo caso, però, sarà diverso il punteggio spettante per il movimento richiesto a seconda si tratti di trasferimento o di mobilità professionale.

Per la mobilità territoriale e per la mobilità professionale sono, infatti, diverse le tabelle per la valutazione del punteggio allegate nel CCNI.

Si tratta dell’Allegato 2 distinto in Tabella A per i trasferimenti e tabella B per i passaggi di cattedra e i passaggi di ruolo.
Un’importante differenza riguarda il punteggio per esigenze di famiglia che si può valutare per la mobilità territoriale, ma non si valuta per la mobilità professionale.

Di seguito vi riportiamo una semplificazione delle tabelle allegate al CCNI:

Tabella A – Mobilità Territoriale Tabella B – Mobilità Professionale
A1 – Anzianità di servizio B1 – Anzianità di servizio
A2 – Esigenze di famiglia B2 – Titoli generali
A3 – Titoli generali

Analizziamo nel dettaglio la sezione della Tabella A “Esigenze di famiglia” che comprendono:

A. per ricongiungimento al coniuge ovvero, nel caso di docenti senza coniuge o separati giudizialmente o consensualmente con atto omologato dal tribunale, per ricongiungimento ai genitori o ai figli (spettano 6 punti)

B. per ogni figlio di età inferiore a sei anni (spettano 4 punti)

C. per ogni figlio di età superiore ai sei anni, ma che non abbia superato il diciottesimo anno di età ovvero per ogni figlio maggiorenne che risulti totalmente o permanentemente inabile a proficuo lavoro (spettano 3 punti)

D. per la cura e l’assistenza dei figli minorati fisici, psichici o sensoriali, tossicodipendenti, ovvero del coniuge o del genitore totalmente e permanentemente inabili al lavoro che possono essere assistiti soltanto nel comune richiesto (spettano 6 punti)

  1. figlio minorato, ovvero coniuge o parte dell’unione civile o genitore, ricoverati permanentemente in un istituto di cura;
  2. figlio minorato, ovvero coniuge o parte dell’unione civile o genitore bisognosi di cure continuative presso un istituto di cura tali da comportare di necessità la residenza nella sede dello istituto medesimo.
  3. figlio tossicodipendente sottoposto ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo da attuare presso le strutture pubbliche o private, di cui agli artt.114, 118 e 122, D.P.R. 9/10/1990, n. 309, programma che comporti di necessità il domicilio nella sede della struttura stessa, ovvero, presso la residenza abituale con l’assistenza del medico di fiducia come previsto dall’art. 122, comma 3, citato D.P.R. n. 309/1990.

 

È importante ricordare che i punteggi per le esigenze di famiglia di cui alle lettere A), B), C), D) sono cumulabili fra loro.