Educatore professionale, chi è e cosa fa

L’educatore professionale prima della Legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018), non godeva di alcun riconoscimento giuridico. La normativa succitata è pertanto intervenuta sulla figura professionale generale dell’Educatore, introducendo interessanti novità con riguardo al profilo dell’Educatore Professionale Socio Pedagogico e alla distinzione con la qualifica di Educatore Professionale Socio Sanitario (EPSS).

A tal proposito, va rammentato che il profilo di Educatore Professionale Socio Sanitario è disciplinato dal D.M. Sanità 520/98 e dall’art. 1 Legge 833/1978 (istitutiva del SSN). Tale ultima disposizione prevede che il dovere di operare per la tutela della salute fisica e psichica del singolo e della collettività sussiste anche per l’Educatore Professionale Socio Sanitario. Il D.M. 520/98, invece, attribuisce rilievo sociale alla qualifica di EPSS, stabilendo che il suo ambito di esercizio comprende anche funzioni volte alla tutela del diritto costituzionale all’assistenza dei cittadini e dei lavoratori inabili.

Al cittadino devono infatti essere garantiti mezzi necessari per vivere, mentre al lavoratore devono essere garantiti mezzi adeguati alle esigenze di vita. I mezzi di cui si discorre consistono sia in interventi economici, sia in attività come l’abilitazione, l’attivazione e la valorizzazione delle risorse residue e dei punti di forza della persona che devono essere svolte dall’Educatore Professionale Socio Sanitario.

La Legge di Bilancio 2018 conferma il ruolo e la realtà occupazionale dell’EPSS e si preoccupa di evidenziare le differenze con la figura dell’EPSP, distinguendone espressamente la qualifica, il percorso formativo e gli ambiti di intervento. In particolare, per quel che concerne il percorso formativo, si prevede che la qualifica di EPSS deve essere attribuita a seguito del rilascio del diploma di laurea abilitante di un corso di laurea della classe L/SNT2 “professioni sanitarie della riabilitazione” e che tale professione si inquadri nell’area socio sanitaria, organizzata in ordine e collegi (L 3/2018) e con attività professionale riservata ed esclusiva.

Quali sono le differenze tra educatore pedagogico ed educatore sanitario?

Un’altra distinzione tra le due figure introdotta dalla Legge 205/2017 risiede nella “qualifica” che assume l’utente/persona che l’Educatore ha in “cura”: per il Socio Sanitario, in carico presso il Servizio Sanitario Nazionale, la persona si qualifica sempre come paziente, con tutti i vincoli e le responsabilità formali che ciò comporta.

Non sono però mancati i dibattiti tra chi sostiene che la distinzione tra educatore “sanitario” ed educatore “pedagogico” abbia finalmente sanato un’ingiustizia che vedeva riconosciuta per legge solo la figura dell’educatore professionale “sanitario” e chi persiste nell’affermazione di un’unica figura di educatore professionale. Per tentare di risolvere il problema di molti educatori laureati in classe di laurea 19, esclusi dall’albo e dall’area socio-sanitaria per effetto della riforma Lorenzin, nel luglio 2019 è stato presentato un emendamento che richiedeva la presenza degli educatori professionali socio-pedagogici anche “nei servizi e nei presìdi socio-sanitari e della salute limitatamente agli aspetti socio-educativi”.  L’emendamento non è stato approvato.  Tale opposizione conferma che i profili di queste due figure non sono simili o sovrapponibili: uno fa riferimento a un percorso formativo appartenente all’ambito delle professioni sanitarie (area della riabilitazione) e prevede una formazione di tipo socio-sanitario, l’altro è prettamente umanistico e affonda le sue radici nella pedagogia.

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