Messa a disposizione 2019: le cattedre scoperte ad anno iniziato

La messa a disposizione è in questi giorni il canale più caldo per il settore scuola. L’emergenza supplenze è infatti attualissima, poichè ad anno scolastico appena avviato, le cattedre scoperte sono ancora molte.

Le cattedre vacanti sono soprattutto al nord: solo nella regione Lombardia, ad esempio, mancano ancora 23mila docenti sia per l’insegnamento comune che per il sostegno.

In Veneto la situazione è leggermente migliore ma sempre allarmante: i posti non ancora assegnati sono infatti 6mila. Cambiano i numeri ma la situazione è comune, e diffusa in tutte le regioni d’Italia. Le materie su cui si percepisce più difficoltà a reperire personale sono matematica e informatica, oltre che sostegno.

Quando le graduatorie di circolo e d’istituto di una scuola sono esaurite,  i dirigenti scolastici procedono con il conferimento delle supplenze andando ad attingere al personale presente nelle graduatorie di altri istituti della provincia. Quando anche queste risultino esaurite, come in questo caso, il ricorso alla MAD è pressoché obbligato.

I posti vacanti saranno pertanto assegnati tramite la messa a disposizione, ovvero la candidatura spontanea che i docenti possono inviare direttamente alle scuole per i posti da supplente.

Come funziona la Messa a disposizione? La MAD  può essere consegnata a mano o inviata via raccomandata, via pec o via web tramite i portali che offrono il servizio. Va indirizzata alle scuole di interesse. Il dirigente scolastico, come disposto dal MIUR, è obbligato a pubblicare gli elenchi di aspiranti docenti che abbiano presentato la MAD,  una volta esaurite le graduatorie.

A questo link è scaricabile un fac simile di modello da compilare per l’invio della MAD.