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Graduatorie di istituto 2020: tutto quello che devi sapere

Graduatorie di istituto 2020, cosa cambia e quali sono le indicazioni già fornite e inserite nel Decreto scuola?

Uno dei punti di maggiore attenzione del nuovo Decreto scuola è che le graduatorie di istituto vengono definite e trasformate in provinciali, e per questo motivo non sarà più necessario scegliere tra una serie di scuole dove poter prestare servizio di supplenza, ma si darà la propria disponibilità per l’intera provincia.

Questo nuovo approccio alla disponibilità per provincia avrà valore solo per le supplenze di lungo periodo, mentre per le supplenze di lungo periodo è ancora valida la selezione delle scuole in cui voler prestare servizio, con un limite massimo di 20 scuole da scegliere.

 

Terza Fascia: cosa cambia?

In relazione alla III fascia , è confermato che saranno inseriti nella graduatoria tutti i soggetti quali:

  • Docenti già inseriti che avranno una nuova possibilità di far valere titoli o servizi conseguiti in un secondo momento oppure potranno decidere di cambiare provincia
  • Docenti che siano in possesso di Laurea e dei 24 CFU necessari al nuovo inserimento

La nuova normativa infatti prevede che per essere inseriti nella III fascia i docenti non inseriti dovranno o possedere laurea e 24 CFU in discipline antropologiche , psicologiche, pedagogiche e didattica (metodo e tecnica di insegnamento, oppure, possedere diploma così come specificato nel Decreto Scuola che appartenga alle classi di concoso della Tabella B del DPR 19/2016 insieme ai 24 CFU descritti poc’anzi.

Seconda Fascia: chi può iscriversi?

Potranno iscriversi alle graduatorie di istituto di II fascia tutti i docenti abilitati non iscritti al GaE.

Come lo stesso CISPI aveva auspicato nel 2019, la rivisitazione delle tabelle di graduatoria sarà un fatto nel 2020, tenendo in considerazione appunto le nuove modalità di accesso confermate dal Decreto Scuola.

Il CISPI ritiene necessaria la revisione delle “tabelle dei titoli e dei punteggi per l’aggiornamento delle GAE, ma anche delle graduatorie d’istituto delle II e III fascia per verificare l’attualità di alcuni titoli e per chiarirne la valutazione (in particolar modo dei servizi con contratti atipici).