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Le nuove regole per diventare insegnanti: facciamo il punto

Vediamo nel dettaglio come si articola il nuovo percorso di formazione iniziale per accedere ai ruoli, dopo i recenti interventi del Governo.

Il concorso pubblico nazionale per la scuola secondaria verrà indetto ogni due anni su base regionale per coprire i posti vacanti in seguito al concorso precedente. Chi supera le prove del concorso, acquisirà automaticamente l’abilitazione all’insegnamento.

Si può concorrere per una sola regione e per una sola classe di concorso per ciascun ordine di scuola e per i posti di sostegno.

Per quanto riguarda le prove, il concorso prevede due prove scritte e una prova orale. Nel caso del sostegno, una prova scritta e una orale.

In graduatoria entrano esclusivamente i vincitori del concorso, in base al numero di posti indetti dal bando. In base alla graduatoria, i vincitori vengono immessi in ruolo nei due anni successivi. Sono i vincitori stessi a scegliere, in ordine di punteggio, l’istituzione scolastica in cui svolgere l’iniziale anno di prova e formazione. La scelta è da effettuarsi tra gli istituti della regione in cui vi sono posti vacanti.

Il percorso di prova annuale si conclude con una valutazione finale: se positiva, si ha l’effettiva immissione in ruolo. Viceversa, è possibile ripetere il percorso annuale di formazione iniziale per una volta. Se in questa ipotesi l’esito sarà positivo, il candidato sarà immesso in ruolo in quello stesso istituto, con obbligo di rimanere per 4 anni. Sarà inoltre cancellato da ogni graduatoria.

Per i docenti già abilitati, resta salvo il concorso già indetto l’anno scorso, con la possibilità di ripetere il percorso annuale per una sola volta, in caso di esito negativo