concorso

Facciamo il punto sul concorso DSGA

Il Miur ha già inviato la richiesta di autorizzazione al Mef per la pubblicazione del banco di concorso per DSGA.

In attesa del bando ufficiale, che dovrebbe uscire in ottobre 2018 (le prime immissioni in ruolo dovrebbero avvenire dal mese di settembre 2019), facciamo un riepilogo delle informazioni sul concorso.

Quanti sono i posti a disposizione?

Il numero finale dei posti dovrebbe essere 2.004. I posti potranno essere incrementati, aggiunge il Ministero, qualora quelli accantonati per mobilità non risultino del tutto utilizzati.

Quante e quali sono le prove?

Le prove dovrebbero svolgersi in autunno, le immissioni in ruolo essere disposte dal 2019/20. Sono previste 3 prove più un tirocinio:

1)Una prova preselettiva articolata in 100 domande a risposta multipla sulle stesse materie della prova scritta e di quella orale.

2)Una prova scritta su: l’organizzazione della Repubblica e l’organizzazione del sistema istruzione, diritto amministrativo, contabilità di Stato, diritto pubblico

3)Un colloquio orale per la verifica della conoscenza dei seguenti argomenti:

– l’autonomia scolastica

– il decentramento amministrativo

– il regolamento di contabilità

– il rapporto di lavoro nelle amministrazioni pubbliche e nel comparto scuola

– le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro

– il codice di accesso ai documenti amministrativi

– il nuovo codice della privacy

Durante il colloquio sarà verificata anche la conoscenza di una lingua straniera e le competenze nell’uso delle apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse.

4) Tirocinio sul campo

Quali sono i requisiti?

I titoli d’accesso al concorso sono quelli indicati nella tabella B allegata al CCNL:

  • diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, sociali o amministrative, economia e commercio;
  • diplomi di laurea specialistica (LS) 22, 64, 71, 84, 90 e 91;
  • lauree magistrali (LM) corrispondenti a quelle specialistiche ai sensi della tabella allegata al D.I. 9 luglio 2009.

Al concorso potranno partecipare anche gli Assistenti Amministrativi che, alla data di entrata in vigore della legge (1° gennaio 2018), hanno maturato almeno 3 anni di servizio negli ultimi 8 nelle mansioni dei Direttori dei servizi generali e amministrativi, anche in mancanza del requisito culturale prescritto. Al riguardo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief reputa “insensato far valere solo il servizio svolto dal 2010, perché discriminerebbe tutti gli assistenti amministrativi che in precedenza hanno svolto il medesimo servizio, in possesso degli stessi titoli d’accesso, avvalendosi della loro maggiore anzianità di servizio. Quale differenza c’è nell’avere svolto il ruolo superiore cinque anni fa, dieci anni fa o venti anni fa? – Pacifico anticipa già che qualora non fosse eliminato il paletto degli 8 anni – “Anief inviterà tutti i danneggiati a presentare apposito ricorso al Tar del Lazio”.