privacy

GDPR e privacy: due elementi che riguardano la scuola

La figura del Responsabile del trattamento dei dati personali e la valutazione di impatto: due elementi introdotti dal GDPR che riguardano da vicino la scuola.

Il nuovo regolamento sulla privacy e il trattamento dei dati personali (GDPR) entrato in vigore il 25 maggio 2018, riguarda anche il mondo della scuola.

L’articolo 37 infatti prevede che i soggetti pubblici e privati individuino all’interno del proprio personale o in una figura esterna, un Responsabile della protezione dei dati (anche conosciuto con il termine di DPO – Data Protection Officer). Il nominativo del responsabile deve essere comunicato al Garante, in modo da garantire un canale di comunicazione diretto con le autorità. Può essere incaricato anche solo un responsabile della protezione per più autorità pubbliche o organismi pubblici, in base alla loro struttura organizzativa.

Il regolamento stabilisce anche i requisiti che deve possedere il DPO: “Il responsabile della protezione dei dati è designato in funzione delle qualità professionali, in particolare della conoscenza specialistica della normativa e delle prassi in materia di protezione dei dati, e della capacità di assolvere i compiti di cui all’articolo 39”.

Un altro elemento che può riguardare la scuola è la valutazione di impatto: questa valutazione deve essere effettuata per capire quando un trattamento può comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone interessate (per esempio a causa del monitoraggio sistematico dei loro comportamenti).

Il Garante ha evidenziato che “Le valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati sono strumenti importanti per la responsabilizzazione in quanto sostengono i titolari del trattamento non soltanto nel rispettare i requisiti del regolamento generale sulla protezione dei dati, ma anche nel dimostrare che sono state adottate misure appropriate per garantire il rispetto del regolamento (cfr. anche l’articolo 24)5. In altre parole, una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati è un processo inteso a garantire e dimostrare la conformità. A norma del regolamento generale sulla protezione dei dati, l’inosservanza dei requisiti stabiliti per la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati può portare a sanzioni pecuniarie imposte dall’autorità. Si tratta di uno degli elementi di maggiore rilevanza nel nuovo quadro normativo, perché esprime chiaramente la responsabilizzazione (accountability) dei titolari nei confronti dei trattamenti da questi effettuati. I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l’osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza; la valutazione di impatto ne è un esempio.”

Questa valutazione dovrebbe essere effettuata sul registro elettronico, strumento introdotto nella scuola dal 2012, il quale è diventato una forma di controllo nei confronti dei lavoratori: tramite il registro elettronico i genitori possono tenere monitorati non solo i voti dei propri figli, ma anche la tempestività del docente nell’inserire tali dati; un’altra forma di controllo è la registrazione dell’orario in cui il docente firma il registro.

Renova Consulenza, grazie alla collaborazione con beta imprese, viene incontro alla regolarizzazione delle scuole in tema privacy, proponendo un corso formativo per la figura di DPO.

cyberbullismo a scuola

Cyberbullismo: tanti esperti esterni ma pochi docenti formati

L’ufficio scolastico regionale del Lazio, in aprile, ha pubblicato i risultati del monitoraggio del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale), rivelando un dato molto interessante riguardo al cyberbullismo.

Nel report si legge: “Prevalgono le tematiche del cyberbullismo, con il 74% di scuole che ha già organizzato eventi formativi sul tema, e la sicurezza in rete con il 60% di corsi svolti nelle scuole.”

Il tema del cyberbullismo viene considerato molto importante all’interno delle scuole, nonostante questo, la percentuale di docenti formati sulla materia rimane esigua. Qualche paragrafo precedente a quello riportato, infatti, segnala che solo un terzo dei docenti dichiara di aver partecipato ad attività formative specifiche sulla sicurezza in rete e il cyberbullismo.

Questo ci permette di dedurre che tutte le attività svolte dalle scuole (74%), riguardanti il tema del bullismo in rete, sono state presiedute da soggetti o Enti esterni, data la mancata o inadeguata formazione del referente interno.

Il Referente del bullismo e cyberbullismo è fondamentale all’interno delle scuole non solo per poter organizzare e gestire le attività riguardanti questo tema delicato, anzi, lo scopo principale di tale figura è quello di supporto per gli studenti che si sentono presi di mira dai bulli. Il Referente deve essere formato per poter dare un aiuto concreto ai ragazzi e riuscire a debellare, o quanto meno a contenere, questo fenomeno all’interno della scuola.

Se l’argomento viene trattato solo da esperti esterni, nel momento in cui lo studente ha la necessità di parlare con qualcuno formato si ritrova da solo, aggravando solo la situazione delicata in cui si trova.

Per questo motivo è importante che anche il personale docente interno, e a maggior ragione il Referente, siano adeguatamente formati.

Renova Consulenza fornisce un corso online dedicato proprio alla formazione dei docenti sul bullismo e cyberbullismo. Per richiedere maggiori informazioni al riguardo potete contattare i nostri consulenti allo 0544 1878114.

sicurezza scuola

Adeguamento antisismico delle scuole grazie al Fondo della Protezione Civile

Il 1 febbraio è stato pubblicato la rettifica del decreto 29 dicembre 2017, concernente l’individuazione degli interventi di adeguamento antisismico degli edifici scolastici da finanziare con le risorse relative alle annualità 2016-2017 grazie al Fondo protezione civile.

Il piano prevede la messa in opera di interventi di adeguamento strutturale antisismico degli edifici scolastici esistenti e la costruzione di nuovi immobili per quelle strutture troppo a rischio. Per l’attuazione di questi interventi sono stati stanziati € 22.564.746,67.

Vi riportiamo di seguito gli articoli integrali presenti nel decreto 29 dicembre 2017:

  1. Ai sensi e per gli effetti di quanto indicato nelle premesse, la somma complessiva di euro € 22.564.746,67 destinata all’attuazione di interventi di adeguamento strutturale e antisismico degli edifici del sistema scolastico, nonche’ alla costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli edifici esistenti, laddove indispensabili a sostituire quelli a rischio sismico, e’ assegnata agli enti locali di cui alla tabella allegata, costituente parte integrante e sostanziale del presente decreto (Allegato A), per gli interventi e con gli importi a lato di ciascuno di essi indicati. Su tali interventi possono essere previste forme di cofinanziamento da parte degli enti locali.
  2. L’assegnazione e’ effettuata entro il limite massimo dell’importo previsto per ciascuna regione dall’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 ottobre 2015, ed e’ limitata alle lavorazioni connesse all’adeguamento strutturale e antisismico di edifici esistenti o alla costruzione di nuovi immobili sostitutivi di quelli esistenti.
  3. Il finanziamento assegnato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 ottobre 2015 alle Province autonome di Trento e Bolzano ammontante alla somma complessiva di € 139.942,41 e’ acquisito al bilancio della Stato, ai sensi dell’art. 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  4. Le somme residue non utilizzate dalle regioni (Allegato B), rispetto agli importi contenuti nell’allegato 1 del dPCM del 12 ottobre 2015, pari a complessivi € 3.699.542,92, a seguito delle assegnazioni di cui al presente decreto, restano nella disponibilita’ delle singole regioni, per le stesse finalita’ previste dall’art. 2, comma 276, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  5. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere modificati o sostituiti con successivo decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca nei soli casi previsti dall’art. 4, comma 8, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 ottobre 2015.

 

A questo link potete consultare il decreto completo e a quest’altro link la rettifica.

haccp nelle scuole

L’importanza dell’attestato HACCP nelle scuole

L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points, traducibile in analisi dei pericoli e punti di controllo critici) è un insieme di procedure, dedicate a prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti. È un sistema applicabile per la sua scientificità a qualsiasi tipo di filiera alimentare, e se utilizzato correttamente garantisce la sicurezza alimentare del prodotto finale destinato al consumatore.

L’utilizzo di questo metodo è importantissimo soprattutto nei luoghi dove mangiano bambini, così come anziani e altre “fasce a rischio”: avendo un sistema immunitario meno resistente rispetto a quello di un adulto, sono facilmente contaminabili da un alimento che non è stato trattato in modo corretto.

Per questo il rispetto del metodo HACCP in una mensa scolastica è fondamentale, ed è necessario che l’ente, l’ASL, il corpo dei docenti, gli addetti alla refezione, gli alunni e le loro famiglie collaborino per raggiungere la migliore organizzazione possibile.

La mensa della scuola oggi deve gestire diversi aspetti importanti che riguardano l’alimentazione dei più piccoli, portando ad una più oculata scelta del menù del pranzo, formulato con il giusto apporto calorico e il corretto rapporto tra carboidrati, proteine e lipidi e la presenza di vitamine ed oligoelementi. Inoltre l’interscambio culturale, le diverse religioni, le nuove intolleranze alimentari e allergie, hanno portato all’elaborazione di diete speciali. E’ inoltre fondamentale svolgere una corretta educazione alimentare, ovvero insegnare ai bambini le giuste abitudini alimentari, sia a scuola che in famiglia.

Dal punto di vista della sicurezza alimentare, se il metodo HACCP è seguito correttamente, garantisce la salubrità dell’alimento destinato al consumatore finale. Bisogna controllare in maniera efficace ed efficiente tutte le fasi: ricevimento merce, stoccaggio dei prodotti, manipolazione e miscelazione degli alimenti, cottura, porzionamento. I controlli devono essere sinergici con l’igiene delle lavorazioni, della persona, del comportamento degli operatori.

E’ fondamentale progettare un piano che preveda la valutazione dei rischi e soprattutto un’adeguata formazione del personale.

 

bullismo

Dal 2017/18 ogni scuola dovrà avere un referente sul Cyberbullismo

La legge 29 maggio 2017, n. 71 prevede la figura di un coordinatore delle iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo messe in atto dalla scuola. Tale figura è il referente di Istituto, come si legge nell’articolo 4 comma 3 della legge:

“Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo …”

La norma non specifica chi deve individuare il referente e come, ma lascia spazio all’autonomia delle singole scuole.
Il referente ha il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo. A tal fine, può avvalersi della collaborazione delle Forze di polizia, delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile del territorio. I docenti in questione dovranno svolgere fin dalle prossime settimane un apposito corso di formazione per sensibilizzare gli studenti sull’illiceità e la cattiveria di comportamenti dei quali spesso e in astratto non percepiscono la gravità.

La scuola deve diventare luogo di prevenzione di questa forma di bullismo. Perciò l’uso consapevole della rete entra a far parte dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola. Il Ministero dell’Istruzione adotta delle linee d’orientamento per la prevenzione e il contrasto del fenomeno.

Gli uffici scolastici regionali sono chiamati a promuovere progetti elaborati nelle scuole, nonché azioni integrate sul territorio di contrasto del cyberbullismo ed educazione alla legalità.

Al dirigente spetterà il compito di informare subito le famiglie dei minori coinvolti, mentre sulla scuola, che poi si rivarrà sui docenti, graverà la responsabilità patrimoniale da mancata vigilanza per i danni causati a minori da messaggi e pubblicazioni avvenute durante le ore di lezione. Questo è quello che è stato precisato dagli avvocati chiamati in molte scuole per la formazione dei referenti. Infine sulla famiglia graverà intanto il peso finanziario della responsabilità extrascolastica e soprattutto quello morale di un’educazione che in molti casi dovrebbe essere reimpostata radicalmente.