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Gae: diplomati magistrali esclusi

Il Consiglio di stato ha deliberato in merito all’accesso alle Gae da parte dei Docenti Diplomati Magistrali, mettendo la parola fine a una vicenda molto dibattuta nell’ultimo periodo.

La decisione finale ha quindi di fatto escluso dalle graduatorie ad esaurimento i docenti diplomati. Per accedere all’assunzione di ruolo, sarà ora indispensabile per loro il superamento del concorso pubblico.

La sentenza conferma pertanto l’orientamento già emerso alla fine del 2017 con la sentenza di dicembre.

Resta ancora aperta una possibilità legata alla richiesta di annullamento della sentenza del 2017, inoltrata alla Corte di Cassazione. La corte si pronuncerà a marzo: se la 1° sentenza del consiglio di stato dovesse essere annullata, gli effetti con ogni probabilità si estenderebbero anche all’ultima sentenza emessa.

I sindacati di categoria sono pertanto in attesa della sentenza della Corte. Nel frattempo, la maggior parte dei diplomati magistrali si sta preparando ad affrontare il concorso pubblico.

Renova propone a catalogo percorsi formativi specifici per superare il concorso. Per maggiori dettagli consulta i programmi a questo link.

 

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Specializzazione sostegno: conviene?

L’impegno economico richiesto dal percorso di specializzazione sostegno è notevole. In molti che già  lavorano come insegnanti di sostegno si chiedono se i vantaggi derivanti dall’intraprendere un simile percorso siano commisurati all’investimento di tempo e denaro. Vediamo di fare chiarezza.

Per i docenti che attualmente insegnano su posto di sostegno con contratto a tempo determinato, il prossimo anno saranno ancora disponibili  incarichi anche senza la specializzazione. Tuttavia, negli anni a venire, la priorità verrà data ai docenti in possesso del titolo anche per l’assegnazione di supplenze. Per i posti di ruolo, inoltre, verrà data priorità alle assunzioni da concorso ordinario.

Di conseguenza, stando alle stime, è previsto l’inserimento di circa 40mila docenti specializzati, che sostituiranno i  docenti senza titolo.

 Il titolo, oltre a permettere l’iscrizione nell’elenco dei docenti specializzati, consentirà inoltre l’acquisizione di 6 punti in graduatoria negli elenchi per il sostegno. Ricordiamo che in caso di supplenza, le scuole faranno riferimento a questi elenchi.

Infine, la specializzazione è necessaria per accedere al concorso ordinario su posto di sostegno.

 

 

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Specializzazione sostegno: prove d’accesso rimandate ad aprile

 Il MIUR ha pubblicato sul proprio sito il decreto che specifica le nuove date delle prove d’accesso per la specializzazione sostegno, che si svolgeranno il 15 aprile per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, e il 16 aprile per la scuola secondaria.

La proroga è stata applicata anche alle date di termine dei corsi, che devono essere conclusi non più a febbraio 2020 ma a febbraio 2021.

E’ la Conferenza dei Rettori ad aver richiesto entrambe le proroghe, per permettere così agli atenei una organizzazione più efficiente.

Ricordiamo che le prove di accesso sono organizzate in un test preliminare, una prova scritta e una prova orale. Maggiori dettagli sono consultabili nel nostro precedente articolo, che potete leggere a questo link.

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Concorso TFA sostegno: a fine marzo le prove di accesso

Il 21 febbraio il Ministro dell’Istruzione Bussetti ha firmato il decreto relativo al TFA sostegno. I posti disponibili per l’anno 2018/2019 sono 14.224. In 3 anni si prevedono in tutto 40mila nuovi posti.

Le prove di accesso consistono in un test preliminare, una prova scritta e una orale. Il concorso è imminente: nel decreto vengono infatti già fissare le date delle prove. Per la scuola di infanzia e la scuola primaria le prove si svolgeranno il 28 marzo, mentre per la secondaria di primo e secondo grado il 29 marzo.

Ricordiamo che la legge di bilancio 2019 ha modificato il Decreto 59/2017 relativo al reclutamento di docenti  nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Sono quindi cambiati anche i requisiti richiesti per i posti di sostegno.

Il  nuovo sistema infatti dopo l’approvazione della legge di bilancio ha rivisto del tutto l’iter per accedere di ruolo alla scuola secondaria di primo e secondo grado.

Nel dettaglio, superato il concorso,  il candidato viene assunto in ruolo. Segue quindi un percorso iniziale di un anno di prova. Al superamento della prova, vi è la definitiva conferma in ruolo.

Per quanto riguarda il sostegno, per poter partecipare al concorso i requisiti richiesti sono gli stessi richiesti per i posti comuni e per gli insegnanti tecnico operativi, e in aggiunta una specializzazione sul sostegno.

In alternativa occorre quindi, oltre alla specializzazione sul sostegno

  • abilitazione
  • laurea più 24 CFU
  • laurea più 3 annualità di servizio

Renova Consulenza propone un percorso formativo specifico per superare le prove del Concorso TFA Sostegno.  Maggiori informazioni a questo link.

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Le nuove regole per diventare insegnanti: facciamo il punto

Vediamo nel dettaglio come si articola il nuovo percorso di formazione iniziale per accedere ai ruoli, dopo i recenti interventi del Governo.

Il concorso pubblico nazionale per la scuola secondaria verrà indetto ogni due anni su base regionale per coprire i posti vacanti in seguito al concorso precedente. Chi supera le prove del concorso, acquisirà automaticamente l’abilitazione all’insegnamento.

Si può concorrere per una sola regione e per una sola classe di concorso per ciascun ordine di scuola e per i posti di sostegno.

Per quanto riguarda le prove, il concorso prevede due prove scritte e una prova orale. Nel caso del sostegno, una prova scritta e una orale.

In graduatoria entrano esclusivamente i vincitori del concorso, in base al numero di posti indetti dal bando. In base alla graduatoria, i vincitori vengono immessi in ruolo nei due anni successivi. Sono i vincitori stessi a scegliere, in ordine di punteggio, l’istituzione scolastica in cui svolgere l’iniziale anno di prova e formazione. La scelta è da effettuarsi tra gli istituti della regione in cui vi sono posti vacanti.

Il percorso di prova annuale si conclude con una valutazione finale: se positiva, si ha l’effettiva immissione in ruolo. Viceversa, è possibile ripetere il percorso annuale di formazione iniziale per una volta. Se in questa ipotesi l’esito sarà positivo, il candidato sarà immesso in ruolo in quello stesso istituto, con obbligo di rimanere per 4 anni. Sarà inoltre cancellato da ogni graduatoria.

Per i docenti già abilitati, resta salvo il concorso già indetto l’anno scorso, con la possibilità di ripetere il percorso annuale per una sola volta, in caso di esito negativo

 

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Graduatorie ad esaurimento: aggiornamento atteso in primavera

Le graduatorie ad esaurimento non sono aggiornate dall’ a.s 2014/2015: l’aggiornamento dei punteggi con titoli nuovi è quindi fermo a quell’anno, cosi come la possibilità dei docenti inseriti di chiedere il trasferimento.

L’aggiornamento è previsto per la primavera del 2019. Le nuove GaE avranno validità triennale, fino all’a.s. 2021/2022

Anche la prima fascia delle graduatorie di Istituto si aggiorneranno di conseguenza, essendo il punteggio collegato a quello delle GaE. Per le Graduatorie di Istituto si seconda e terza fascia invece, l’aggiornamento è già in vigore dal a.s. 2017/2018 con validità triennale.

 Per quanto riguarda le GaE, le liste sulle scuole secondarie sono quasi esaurite. Per l’infanzia e primaria invece, i numeri sono ancora alti, cosi come quelli degli inserimenti con riserva. Si dovrà inoltre tener conto del responso del Consiglio di Stato sulla richiesta di inserimento in Gae da parte dei diplomati magistrali.

Anche il concorso ordinario gioca un ruolo fondamentale: i 10mila posti a disposizione saranno infatti distribuiti solo nelle regioni in cui le graduatorie di merito sono vuote. Con l’aggiornamento delle Gae, le possibilità legate al concorso si modificano sensibilmente.

E’ pertanto atteso un intervento che coordini questi aspetti per rendere gli strumenti efficaci e armonizzare gli eventuali contrasti.

 

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Corsi di specializzazione per il sostegno: in primavera il bando

La carenza di docenti di sostegno è un problema reale: la figura è molto richiesta e il numero di persone formate è esiguo rispetto alle reali esigenze.

Per questo motivo il MIUR ha deciso di indire un nuovo concorso di specializzazione TFA per il 2019: il bando è previsto per questa primavera. Nella bozza del decreto, è per ora confermata l’abilitazione tra i requisiti, e si estende l’accesso anche ai laureati in possesso dei 24 CFU: in questo caso occorre la laurea specialistica/magistrale.

La bozza del decreto prevede una prova preselettiva, una prova scritta e una prova orale. Si parla di 40mila posti nel prossimo triennio, da ripartire tra infanzia, primaria e secondaria.

I requisiti

I requisiti per la scuola di infanzia e primaria sono, in alternativa:

  • Laurea in Scienze della formazione primaria
  • diploma magistrale e diploma sperimentale ad indirizzo linguistico conseguiti presso gli istituti magistrale entro l’a.s. 2001/02.
  • analogo titolo conseguito all’estero  e riconosciuto in Italia come equipollente

I requisiti di accesso per la secondaria sono stati ridefiniti dalla nuova legge di bilancio. In base alla bozza del decreto, al momento potrebbero essere:

  • abilitazione all’insegnamento in una delle classi di concorso del grado che si richiede
  • laurea + 24  CFU

Saranno in ogni caso previsti dei corsi di specializzazione per i docenti di sostegno: una delle novità sarà l’apprendimento della lingua dei segni specifica per comunicare con gli alunni sordi

 

 

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Concorso DSGA: requisiti, materie d’esame e organizzazione delle prove

Il 28 dicembre 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di concorso per DSGA, che avverrà su base regionale. Vediamo chi può accedere e quali saranno le materie oggetto delle prove d’esame.

Requisiti

I titoli di accesso per poter partecipare al concorso per DSGA sono in alternativa:

  • diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, sociali o amministrative, economia e commercio;
  • diplomi di laurea specialistica (nel dettaglio: 22, 64, 71, 84, 102, 57,60,70,88,89, 99);
  • lauree magistrali corrispondenti a quelle specialistiche (v. tabella di riferimento del D.I. 9 luglio 2009).

Possono inoltre partecipare gli assistenti amministrativi che al 01/01/2018 abbiano maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi 8 (anche non continuativi) con mansioni di direttore servizi generali ed amministrativi.

Materie d’esame

Le prove d’esame saranno articolate in modo da valutare la preparazione globale su tutte le materie necessarie allo svolgimento della funzione. In particolare:

  • Legislazione scolastica
  • Ordinamento e gestione amministrativa delle istituzioni scolastiche autonome e stato giuridico del personale scolastico
  • Diritto Costituzionale e Diritto Amministrativo
  • Contabilità pubblica (in particolare gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche)
  • Diritto civile e diritto del lavoro
  • Diritto penale (in particolare delitti contro la Pubblica Amministrazione)

Prove d’esame

Le prove d’esame saranno così articolate:

  • Prova preselettiva (eventuale): se a livello regionale il numero dei candidati supererà di quattro volte il numero dei posti disponibili, sarà necessario procedere a una preselezione. Verranno quindi somministrati 100 quesiti, selezionati da un campione di domande a risposta multipla, preventivamente pubblicato dal Ministero.
  • 1° prova scritta: si compone di sei domande a risposta aperta. Il punteggio massimo per ogni risposta corretta è di 5 punti.
  • 2° prova scritta: risoluzione di un caso concreto. Il punteggio massimo in questo caso è di 30 punti totali.

La prova scritta è superata se il punteggio per ognuna delle due è di almeno 21/30. In questo caso si può dunque proseguire con la prova orale.

  • Prova orale: il colloquio verterà su tutte le materie d’esame, per accertare la capacità del candidato di espletare la propria funzione, attraverso simulazione di casi di specie. Verranno inoltre accertate le competenze informatiche e della lingua inglese. Il punteggio minimo per superare la prova orale è di 21/30.

Il punteggio per i titoli aggiuntivi è di 10 punti massimi.

La valutazione finale è espressa in settantesimi, ed è data dalla media dei voti della prova scritta, il voto della prova orale e i punteggi derivanti dai titoli.

Renova Consulenza propone un percorso formativo on line specifico per la preparazione al concorso, con focus sulle materie oggetto di esame e simulazione delle prove. Maggiori dettagli a questo link.

 

 

 

 

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Corsi di formazione per Docenti: cosa dice il CCNL

Il Piano Triennale della Formazione è il documento in cui si stabiliscono scelte e priorità formative in ogni istituto scolastico.  Sulla base di questo, gli istituti ogni anno attuano il Piano Formativo Annuale.

Il ruolo del Collegio Docenti

E’ prassi comune e consigliata la nomina di una Commissione per la Formazione. All’interno della commissione, è necessario individuare un referente dedicato, che indaghi i fabbisogni formativi del personale di istituto per verificare eventuali nuove necessità. Tra i compiti del referente, c’è anche quello di vagliare le offerte formative sul mercato e la loro rispondenza agli obiettivi individuati.

Dove emergano nuovi bisogni formativi, la commissione propone un’integrazione al piano triennale da proporre al Collegio. Nel caso in cui il Collegio valuti la coerenza con il Piano Triennale dell’offerta formativa di istituto, approverà la proposta.

Ricordiamo che il CCNL è l’unica fonte di regolamentazione degli obblighi di lavoro del personale scuola: il collegio docenti non può quindi stabilire obblighi di lavoro aggiuntivi rispetto a quelli presenti nel CCNL.

Per questo motivo, se l’integrazione comporta il superamento delle ore previste dal CCNL, la contrattazione di istituto dovrà prevedere l’eventualità di un corrispettivo economico per le ore aggiuntive.

Le proposte di UIL Scuola

La UIL Scuola sull’argomento ha proposto alcuni punti di sintesi, specificando l’intenzione di trasmettere al Capo Dipartimento Istruzione una richiesta sui criteri di ripartizione delle risorse rimanenti relative all’ultimo anno del triennio formativo.

Tra i punti salienti richiamati dalla UIL:

  • Priorità formative: è necessario stabilire le priorità formative e le relative coperture finanziarie, fissando criteri di ripartizione condivisi. Una volta definiti i fondi per i docenti per l’ultimo anno del Piano Triennale, sarebbe auspicabile sostenere la formazione in servizio del personale ATA.
  • Sui poli didattici: il funzionamento attuale delle scuole polo andrebbe rivisto. Il meccanismo attuale ha reiterato a livello territoriale il medesimo scollamento che vede provvedimenti imposti dall’alto e non in linea con i reali fabbisogni espressi dagli insegnanti.
educazione alla cittadinanza

Educazione civica: dall’anno prossimo obbligatoria sin dalla materna

Educazione civica obbligatoria: la materia torna a scuola, probabilmente già dall’anno prossimo. Potrebbe infatti divenire obbligatoria sin dalla scuola materna, per poi essere proseguita per tutto l’iter di studi fino alla secondaria di secondo grado.

Il progetto di legge, proposto dalla lega e visto con favore dal Ministro dell’Istruzione Bossetti, inizierà il percorso di approvazione a gennaio.

Sono previste 33 ore annuali con valutazioni in itinere già dal terzo anno delle elementari. Sarà inoltre materia d’esame sia alla fine della scuola secondaria di primo sia al termine di quella di secondo grado.

Se la proposta andrà in porto, ci saranno insegnanti formati ad hoc, probabilmente docenti di discipline economiche e giuridiche.

E’ auspicabile che il reinserimento di questa materia si concretizzi in educazione all’ambiente, allo sport, alla coscienza civica, ridimensionando quindi i fenomeni di bullismo e creando negli studenti i presupposti per essere cittadini e adulti consapevoli.

Renova Consulenza propone sin da ora il corso “Cittadinanza Attiva e Legalità”.

Maggiori dettagli a questo link.