trasferimenti

Novità sui Concorsi Docenti: basta trasferimenti fuori regione

Il Ministro dell’istruzione Bussetti, per favorire il ruolo dei docenti italiani, afferma che vuole fermare i trasferimenti e il lavoro fuori sede.

La pratica del trasferimento fuori dalla propria regione interessa tantissimi docenti italiani, che per lavoro sono costretti ad allontanarsi per molti anni dalle proprie famiglie. Sembrerebbe però che la situazione stia per cambiare e tanti insegnanti, a seconda della propria preferenza, potranno tornare nella regione d’origine per insegnare.

Un segnale di questo cambiamento lo troviamo nella dichiarazione del Ministro Bussetti, il quale ha sottolineato che i nuovi concorsi previsti per il 2018 saranno modificati e ideati per fare in modo che si evitino ripensamenti da parte degli insegnanti: si vuole arginare, se non eliminare del tutto, la prassi di concorrere per una regione diversa per poi richiedere il trasferimento presso la regione natale.

Nei nuovi provvedimenti del mondo scuola per i concorsi regionali, che hanno preso spunto dalla proposta di legge presentata dalla Lega, viene evidenziata la possibilità di inserire il proprio “domicilio professionale” nella domanda di partecipazione ai nuovi concorsi. In questo modo viene data la possibilità a qualsiasi insegnante del sud di partecipare ad un concorso insegnanti presso una regione del nord, ma solo dopo aver esplicitato il proprio domicilio professionale.

Questa novità è una vera rivoluzione per il mondo scuola, che a breve si preparerà alle nuove modalità concorsuali.

sostegno

Fare domanda per il posto di sostegno senza avere il titolo

L’Ipotesi di CCNI sulla mobilità annuale per l’a.s. 2018/19, permette anche ai docenti privi del titolo di specializzazione, di presentare domanda per le assegnazioni provvisorie interprovinciali su posto di sostegno.

L’articolo 7, comma 16, del Contratto così predispone:

“L’assegnazione provvisoria può essere infine richiesta per posti di sostegno anche dai docenti sforniti di titolo di specializzazione, purché stiano per concludere il percorso di specializzazione sul sostegno o, in subordine, abbiano prestato almeno un anno di servizio – anche a tempo determinato – su posto di sostegno. Hanno la priorità i beneficiari della precedenza di cui al punto IV lettera g), lettera I) e lett m) del successivo articolo 8.

L’assegnazione di cui al comma precedente è disposta in subordine al personale fornito di titolo di specializzazione e solo dopo aver accantonato un numero di posti pari ai docenti forniti di titolo di sostegno presenti nelle GAE nonché nelle graduatorie di istituto ivi comprese le fasce aggiuntive.”

Il docente che vuole presentare domanda di assegnazione su sostegno, senza avere il titolo specifico, deve possedere uno dei seguenti requisiti, che deve essere allegato alla domanda:

  • essere in procinto di concludere il percorso di specializzazione sul sostegno;
  • oppure, aver prestato servizio per almeno un anno su posti di sostegno (anche a tempo determinato).

Tra i docenti che partecipano a questa opportunità, hanno la priorità, in ordine:

  • i docenti che hanno figli con disabilità;
  • i docenti con figli fino a 6 anni;
  • i docenti con figli di età superiore a 6 anni e fino a 12 anni.

Per presentare la domanda ci sono due periodi di tempo distinti:

  • per la scuola primaria e dell’infanzia: 13 – 23 luglio
  • per la scuola secondaria di primo e secondo grado: 16 – 25 luglio

Tramite il servizio Istanze Online si può compilare e presentare la domanda, correlata dagli allegati che attestano le motivazioni e i requisiti di cui si è in possesso. In ogni caso ad ogni domanda deve essere allegato il documento che dichiara le esigenze di famiglia.

L’Allegato 1 al CCNI specifica l’ordine con cui avviene l’assegnazione provvisoria, indicando come ultimo posto i docenti su sostegno senza titolo specialistico.

A questo link potete consultare l’ipotesi di CCNI per le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’a.s. 2018/2019.

punteggio

Mobilità e punteggio anzianità di servizio

Sono confermati i 6 punti per ogni anno di servizio pre ruolo effettivamente prestato

La valutazione del servizio pre ruolo è confermata anche per l’anno scolastico 2018/19: anche gli anni di servizio pre ruolo saranno valutati 6 punti (e non 3) per ogni anno effettivamente prestato.

Se si sono svolti anni di pre ruolo su posti di sostegno con il possesso del titolo di specializzazione, tale punteggio è raddoppiato (12 punti) e nella domanda di mobilità si richiedono solo o anche tali posti.

Per tali servizi svolti sul sostegno ci sarà però un’apposita casella nel modello di domanda, diversa (e quindi aggiuntiva) rispetto a quella relativa al servizio di pre ruolo svolto su posto normale.

Inoltre si dovranno conteggiare due volte gli anni di servizio effettivamente prestati in istituti situati su piccole isole o in paesi in via di sviluppo.

È valutato anche iI servizio pre-ruolo nelle Scuole secondarie prestato in scuole statali e pareggiate o in scuole annesse ad Educandati femminili statali. Ed anche il servizio pre-ruolo nelle scuole elementari è valutabile se prestato nelle scuole statali o parificate o in scuole annesse ad Educandati femminili statali. È valutabile anche il servizio prestato nelle scuole popolari, sussidiarie o sussidiate.

QUALI ANNI SONO CONSIDERATI VALIDI?

Per gli anni scolastici anteriori al 1945/46: l’insegnante deve aver prestato 7 mesi di servizio compreso il tempo occorso per lo svolgimento degli esami (1 mese per la sessione estiva e 1 mese per l’autunnale).
Per gli anni scolastici dal 1945/46 al 1954/55: l’insegnante deve aver percepito la retribuzione anche durante le vacanze estive.
Per gli anni scolastici dal 1955/56 al 1973/74: all’insegnante deve essere stata attribuita la qualifica.
Per gli anni scolastici successivi al 1974 fino ad oggi: Per gli anni scolastici dal 1974/75 a oggi l’insegnante deve aver prestato servizio per almeno 180 giorni o ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale o, in quanto riconoscibile, per la scuola dell’infanzia, fino al termine delle attività educative.

QUALI SERVIZI SONO CONSIDERATI VALIDI?

  •  Il servizio su posti di sostegno o su posti speciali prestati anche senza il possesso del titolo di specializzazione (se prestato in possesso del titolo di specializzazione tale servizio andrà inserito anche nell’apposita casella qualora si richiedano anche o solo posti di sostegno).
  • Il servizio di ruolo e non di ruolo prestato nell’insegnamento della religione cattolica.
  • Il servizio prestato in qualità di incaricato ex art. 36 del CCNL 2006/2009.
  • I servizi di insegnamento prestati nelle scuole statali di ogni ordine e grado, dei Paesi appartenenti all’Unione Europea, che sono equiparati ai corrispondenti servizi prestati nelle suole italiane, anche se prestati prima dell’ingresso dello Stato nell’Unione Europea. Ai fini della valutazione tali servizi devono essere debitamente certificati dall’Autorità diplomatica italiana nello Stato estero.
  • Servizio di insegnamento (o in qualità di lettore) non di ruolo prestato negli istituti italiani di cultura e nelle istituzioni scolastiche all’estero, svolto con specifico incarico del Ministero degli Affari Esteri.
  • Il servizio militare di leva, o il sostitutivo servizio civile, può essere valutato solo se prestato in costanza di rapporto di impiego come docente a tempo determinato nella scuola statale.
  • Servizio militare di leva o per richiamo o per il servizio civile sostitutivo o per l’opera di assistenza tecnica prestata nei paesi in via di sviluppo, se in costanza di rapporto d’impiego non di ruolo presso scuole statali, pareggiate o elementare parificata prestati con il possesso del titolo di studio.
  • Il servizio prestato come professore incaricato o assistente incaricato o straordinario (e come ricercatori anche riconfermati per effetto della loro equiparazione per effetto della legge 341/90 alla figura dell’assistente universitario) nelle università a decorrere dal 1/7/1975.
  • Servizio prestato come contrattista all’università ai docenti che avevano in corso un servizio non di ruolo presso scuole statali.

Altri servizi

  • Servizi prestati nelle scuole popolari di tipo A, B e C plurimi, nei corsi di orientamento musicale, nei corsi CRACIS istituiti dai Provveditori agli studi direttamente o su proposta di Enti od Associazioni con finanziamento statale o a carico degli organizzatori; nei centri di lettura mobili e pedagogici e nei corsi di perfezionamento culturale per materie nelle scuole secondarie. È necessario aver prestato servizio per almeno 5 mesi o per l’intera durata del corso ed abbia riportato la qualifica;
    • Servizi prestati nelle libere attività complementari (LAC) e nello studio sussidiario e di doposcuola di scuola media.

QUALI ASSENZE NON FANNO VENIRE MENO LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO?

  • I periodi di congedo retribuiti e non retribuiti disciplinati dal Decreto Legislativo 26.3.2001 n. 151 che sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
  • La fruizione del congedo biennale per l’assistenza a familiari con grave disabilità
  • Tutte le altre assenze o permessi interamente o parzialmente retribuite (es. malattia pagata al 50%).

QUALI ASSENZE INTERROMPONO L’ANZIANITÀ DI SERVIZIO?

  • In generale tutte le assenze non retribuite anche se ricadenti in un periodo coperto da contratto (es. permessi non retribuiti per motivi personali o familiari o aspettative varie, salvo diversamente previsto).

QUALI SERVIZI NON SONO RICONOSCIUTI?

  • Il doposcuola nelle scuole elementari in quanto gestiti dai Patronati Scolastici le cui funzioni erano di preminenza di ordine assistenziale e ricreativo e solo in minima parte didattico.
  • Il servizio prestato nelle scuole paritarie in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione di carriera. È fatto salvo il riconoscimento del servizio prestato: fino al 31.8.2008 nelle scuole paritarie primarie che abbiano mantenuto lo status di parificate congiuntamente a quello di paritarie; nelle scuole paritarie dell’infanzia comunali; nelle scuole secondarie pareggiate.
punteggio

Mobilità 2018/19: punteggio per esigenze di famiglia, quando si valuta?

Il contratto sulla mobilità disciplina i movimenti che interessano il personale docente, si distinguono in due tipi differenti: mobilità territoriale (trasferimenti fisici da una città all’altra) e mobilità professionale (passaggi di cattedra e passaggi di ruolo).

Per partecipare a queste mobilità ci sono diverse condizioni e requisiti. Un docente ha la possibilità di presentare domanda contemporaneamente per entrambi i tipi di mobilità, se rientra nei requisiti.

In questo caso, però, sarà diverso il punteggio spettante per il movimento richiesto a seconda si tratti di trasferimento o di mobilità professionale.

Per la mobilità territoriale e per la mobilità professionale sono, infatti, diverse le tabelle per la valutazione del punteggio allegate nel CCNI.

Si tratta dell’Allegato 2 distinto in Tabella A per i trasferimenti e tabella B per i passaggi di cattedra e i passaggi di ruolo.
Un’importante differenza riguarda il punteggio per esigenze di famiglia che si può valutare per la mobilità territoriale, ma non si valuta per la mobilità professionale.

Di seguito vi riportiamo una semplificazione delle tabelle allegate al CCNI:

Tabella A – Mobilità Territoriale Tabella B – Mobilità Professionale
A1 – Anzianità di servizio B1 – Anzianità di servizio
A2 – Esigenze di famiglia B2 – Titoli generali
A3 – Titoli generali

Analizziamo nel dettaglio la sezione della Tabella A “Esigenze di famiglia” che comprendono:

A. per ricongiungimento al coniuge ovvero, nel caso di docenti senza coniuge o separati giudizialmente o consensualmente con atto omologato dal tribunale, per ricongiungimento ai genitori o ai figli (spettano 6 punti)

B. per ogni figlio di età inferiore a sei anni (spettano 4 punti)

C. per ogni figlio di età superiore ai sei anni, ma che non abbia superato il diciottesimo anno di età ovvero per ogni figlio maggiorenne che risulti totalmente o permanentemente inabile a proficuo lavoro (spettano 3 punti)

D. per la cura e l’assistenza dei figli minorati fisici, psichici o sensoriali, tossicodipendenti, ovvero del coniuge o del genitore totalmente e permanentemente inabili al lavoro che possono essere assistiti soltanto nel comune richiesto (spettano 6 punti)

  1. figlio minorato, ovvero coniuge o parte dell’unione civile o genitore, ricoverati permanentemente in un istituto di cura;
  2. figlio minorato, ovvero coniuge o parte dell’unione civile o genitore bisognosi di cure continuative presso un istituto di cura tali da comportare di necessità la residenza nella sede dello istituto medesimo.
  3. figlio tossicodipendente sottoposto ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo da attuare presso le strutture pubbliche o private, di cui agli artt.114, 118 e 122, D.P.R. 9/10/1990, n. 309, programma che comporti di necessità il domicilio nella sede della struttura stessa, ovvero, presso la residenza abituale con l’assistenza del medico di fiducia come previsto dall’art. 122, comma 3, citato D.P.R. n. 309/1990.

 

È importante ricordare che i punteggi per le esigenze di famiglia di cui alle lettere A), B), C), D) sono cumulabili fra loro.