docenti-precari

Sindacati scuola e Governo: accordo raggiunto sui precari con 36 mesi di servizio

Ieri in tarda serata è stato raggiunto l’accordo tra i Sindacati Scuola e Governo sui precari con 36 mesi di servizio, e sulle tematiche che avevano portato allo sciopero indetto per il 17 maggio, ora revocato.

Per i docenti precari con 36 mesi di servizio, il governo si impegna a prevedere l’immissione in ruolo, in vista anche della normativa sulle pensioni che permetterà di aumentare le assunzioni. La soluzione più probabile appare quella di aumentare la quota di posti riservata nel concorso, escludendoli dalla prova preselettiva. L’aumento di quote riservate potrebbe arrivare fino al 50%.

Verranno inoltre previsti in via transitoria percorsi speciali abilitati e selettivi (PAS) per il personale docente con 36 mesi di servizio.

I PAS saranno organizzati dalle università a pagamento.

All’interno dell’accordo si prevede anche un adeguamento di stipendi sul prossimo rinnovo contrattuale. Bussetti a questo proposito ha assicurato che si tratterà di un aumento “a tre cifre”.

 

mobilità docenti

Mobilità docenti: quali le novità

Il Contratto Collettivo Nazionale ha introdotto diverse modifiche sulla mobilità, e altre sono attese con l’approvazione della legge di Bilancio

Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità sarà triennale e non sarà l’unica novità. I docenti che abbiano ottenuto il trasferimento in una delle scuole richieste, a partire dall’ a.s 2019/2020 non potranno chiederne altri prima di tre anni. I docenti che invece non abbiano ottenuto il trasferimento in una delle scuole prescelte, potranno partecipare ai trasferimenti o ai passaggi di ruolo/cattedra ogni anno.

Nella legge di bilancio, potrebbe inoltre essere accolta la proposta avanzata dai sindacati sul superamento della titolarità su ambito territoriale. Nella bozza della legge di bilancio si legge che “a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le procedure di reclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale e professionale non possono comportare che ai docenti sia attribuita la titolarità su ambito territoriale”. I docenti assunti in ruolo o che abbiano ottenuto il trasferimento non saranno quindi titolari su ambito ma su scuola.

Per quanto invece riguarda i docenti già titolari di ambito ma che non abbiano chiesto la mobilità, sono al momento al vaglio due proposte di Legge: una da parte di Lega che prevede l’abolizione della titolarità di ambito; l’altra da parte dei 5 Stelle, che propone invece l’abolizione degli ambiti.

Attendiamo la legge di Bilancio per ulteriori dettagli.

 

 

 

 

stipendio insegnanti

Gli stipendi dei docenti italiani nel 2018

Quanto differiscono gli stipendi dei docenti italiani rispetto a quelli dei docenti europei?

Il lavoro del docente spesso viene visto come una professione di poca importanza, nonostante sia fondamentale per la crescita e la conoscenza di bambini e ragazzi. Negli ultimi anni è diventato inoltre un impiego ben più pericoloso rispetto al passato: ne sono l’esempio i tanti fatti di cronaca e violenza ai danni degli insegnanti di qualsiasi livello scolastico, dalla primaria fino alle superiori, spesso perpetrati dai genitori degli alunni o dagli alunni stessi, che si scagliano contro i propri educatori.

Dopo le ultime novità introdotte dal rinnovo del contratto collettivo nazionale 2016/2018, gli stipendi tabellari degli insegnanti italiani sono i seguenti:

Tipologia Insegnante Anzianità di servizio Importo lordo dal 1° gennaio 2018
Scuola dell’infanzia e primaria 0-8 19.996,27€
9-14 22.198,06€
15-20 24.136,06€
21-27 26.030,66€
28-34 27.888,89€
oltre i 35 29.275,99€
Scuola secondaria di I grado 0-8 21.693,22€
9-14 24.260,75€
15-20 26.511,29€
21-27 26.949,63€
28-34 22.869,87€
oltre i 35 32.444,07€
Scuola secondaria di II grado 0-8 21.693,22€
9-14 24.890,51€
15-20 27.319,69€
21-27 30.414,95€
28-34 32.444,07€
oltre i 35 34.052,17€

 

Un primo elemento che balza all’occhio è la minima differenza tra lo stipendio di un docente delle scuole medie rispetto ad un insegnante delle scuole superiori.

I sindacati docenti si battono da anni per aumenti di stipendio, ma nell’ultimo rinnovo contrattuale a livello nazionale c’è stato solo un aumento minimo.

Questo divario si allarga se si confrontano gli stipendi dei docenti italiani con quelli dei docenti dell’unione europea.

Vi riportiamo un’altra tabella esplicativa, suddivisa per gradi d’istruzione:

Paese Primaria (inizio e fine carriera) Secondaria di I grado (inizio e fine carriera) Secondaria di II grado (inizio e fine carriera)  

Anni occorrenti per la retribuzione massima

 

Italia 19.996/27.292 21.693/32.444 21.693/34.052 35
Germania 38.395/51.168 42.873/56.864 46.374/63.944 35
Francia 20.649/39.385 23.029/41.898 23.219/42.107 28
Spagna 30.061/42.625 33.662/47.190 33.662/47.190 34
Austria 26.426/50.738 29.074/61.181 29.074/61.181 34
Belgio 25.120/43.333 25.120/43.333 31.423/54.974 27
Portogallo 25.758/52.441 25.758/52.441 25.758/52.441 34
Finlandia 25.617/33.317 27.666/35.983 29.338/38.843 16
MEDIA UE 25.249/42.599 26.852/45.280 27.582/46.745 24

 

La seconda tabella mostra in modo inequivocabile la netta differenza rispetto agli altri paesi europei: l’Italia risulta essere il paese con gli stipendi più bassi in tutti i gradi d’istruzione. I docenti tedeschi, al contrario, percepiscono lo stipendio più alto di tutti.

 

 

 

lezioni private tassate

Le Ripetizioni e Lezioni Private dei Docenti saranno tassate?

Il Governo vuole tassare al 15% le lezioni private e le ripetizioni dei docenti.

Il governo Lega – 5 Stelle ha introdotto, nell’ultima bozza della Legge di Bilancio 2019, la tassazione del 15% sulle lezioni e ripetizioni private che offrono i docenti, oltre al loro lavoro ordinario. Questa decisione vuole regolamentare un mercato di quasi 1 miliardo di euro, di cui la maggior parte degli introiti non viene dichiarato dai docenti.

Codacons ha stimato che il mercato delle ripetizioni private è un business da circa 950 milioni di euro, soldi che nella maggior parte dei casi sfuggono al fisco italiano. Il governo ha deciso di regolamentare questo “settore” perché, ipotizzando la tassazione al 15%, lo stato incasserebbe circa 150 milioni di euro che potrebbero essere reimpiegati nel settore della scuola.

Questa manovra però non prevede la possibilità per le famiglie di detrarre le spese per le ripetizioni private, infatti ad oggi non esiste nessuna norma che consenta alle famiglie italiane di scaricare questa spesa attraverso la dichiarazione dei redditi.
Introdurre una legge che consentirebbe di portare in detrazione queste spese, d’altronde sarebbe controproducente per lo stesso stato, che non incasserebbe nulla nonostante la tassazione del 15% nei confronti dei docenti.

24 cfa

Gli ultimi chiarimenti dal Miur sui 24 CFU/CFA

La nuova nota del Miur chiarisce alcuni aspetti sulla certificazione dei CFU/CFA, sul semestre aggiuntivo e sui crediti acquisiti.

Il 17 novembre il Miur ha rilasciato la nota ministeriale n. 32688 per “Chiarimenti in merito all’acquisizione dei ‘24 crediti formativi accademici’ di cui all’art. 5 lett. b) del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59 e art. 3 del decreto Ministeriale n. 616/2017

La nota specifica che il candidato dovrà produrre una certificazione attestante il raggiungimento dei 24 CFA/CFU e che detta certificazione dovrà essere rilasciata esclusivamente da una sola Istituzione. Nel caso in cui si fossero conseguite competenze in diversi istituti, durante la propria carriera, la certificazione dovrà essere presentata in un unico documento, rilasciato dall’Istituzione che per ultima in ordine di tempo ha erogato le attività formative richieste.

I crediti conseguiti nei SAD/SSD, indicati dal DM 616/2017, non sono automaticamente validi, ma devono essere riconosciuti e valutati dalle istituzioni AFAM presso le quali sono stati conseguiti, in base ai contenuti formativi e agli obiettivi degli insegnamenti.

Viene precisato che i crediti acquisiti con i percorsi relativi ai 24 CFU/A, possono essere utilizzati anche al fine di soddisfare i requisiti di crediti previsti per l’accesso a determinate classi di concorso.

La nota specifica inoltre le modalità per usufruire del semestre aggiuntivo per gli studenti iscritti al primo o al secondo livello e vieta assolutamente il numero chiuso per le attività relative all’acquisizione dei 24 CFU.

La nota completa può essere consultata a questo link.

corsi formazione per insegnanti

“Prevenzione del Burn Out in ambito scolastico”

Seminario Formativo per gli insegnati – Giovedì 29 Novembre ore 14:30

Dal 29 novembre al 1° dicembre si svolgerà la 28° edizione di Job & Orienta, una manifestazione dedicata all’orientamento, alla scuola, alla formazione ed al lavoro che vede la partecipazione di studenti, neodiplomati, neolaureati, nonché insegnanti ed operatori della formazione e dell’orientamento.

La fiera propone una serie di eventi culturali: Renova Consulenza, ente che organizza corsi di formazione accreditati al Miur specifici per gli insegnanti, propone un seminario sulla “PREVENZIONE DEL BURN OUT IN AMBITO SCOLASTICO”

La sindrome del burn out rappresenta nell’ambito scolastico la maggior situazione di disagio vissuta dagli insegnanti.

La fondazione FIVE Insieme a Renova Consulenza srl Vi propone un incontro conferenza work shop per presentarvi la direzione di lavoro formativo per la prevenzione di questa sindrome.

In questa occasione verranno presentate le 3 principali origini della sindrome e gli strumenti integrati per prevenire il disagio dovuto alla gestione della classe, utilizzabili nel quotidiano nella relazione insegnanti – allievi, insegnante – insegnante, insegnante – genitori, insegnante – istituzione.

Verrà spiegato come un cambiamento di paradigma (passaggio da un falso Sè ad un vero Sè) può offrire una soluzione integrata profonda ed efficace per lo sviluppo della gestione dello stress e dell’intelligenza emotiva.

L’ingresso alla Fiera è gratuito previa registrazione on line da effettuarsi direttamente sul sito: https://www.joborienta.info/

Per accedere al seminario di Renova è sufficiente presentarsi al Padiglione 6, saletta docenti n° 2 alle ore 14:30, muniti della prenotazione effettuata su eventbrite tramite questo link.

scuola sostegno

Specializzazione TFA sostegno: accedono anche i laureati con 24 CFU

Novità introdotte nella bozza della legge di bilancio

La bozza della legge di bilancio, interviene anche sui requisiti di accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno, per porre rimedio all’emergenza causata dalla mancanza di figure specializzate.

L’attuale decreto, il n. 59 del 2017, disciplina i requisiti per diventare docenti di sostegno, stabilendo la necessità di partecipare al concorso, a cui si accede solo con il possesso della laurea e dei 24 CFU. Il decreto stabilisce inoltre che il diploma di specializzazione è conseguito solo dopo il superamento del concorso, in particolare al termine del primo anno FIT. Il decreto in tal modo modificava la normativa previgente, che prevedeva come requisito di accesso ai corsi di sostegno solo l’abilitazione all’insegnamento.

Come cambia la normativa

La legge di bilancio abolisce il FIT e lo sostituisce con il percorso annuale di formazione iniziale e prova. Potranno in tal modo accedere ai corsi di sostegno i docenti in possesso di abilitazione specifica all’insegnamento, o in alternativa con laurea e possesso dei 24 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Rispetto alla previgente normativa è quindi possibile accedere ai corsi di sostegno con la sola laurea e il possesso dei 24 CFU, oltre che con l’abilitazione.
Questo secondo il Ministro Bussetti permetterà la formazione e il conseguente inserimento di 14.000 docenti di sostegno già nel 2019, con lo scopo di arrivare a 40.000 nuove figure entro il 2022.

Renova Consulenza propone il percorso formativo dei 24 cfu, necessario per accedere al concorso.

JOB&Orienta

XXVIII EDIZIONE DI JOB&ORIENTA: TORNA IL SALONE SU ORIENTAMENTO, SCUOLA, FORMAZIONE E LAVORO

Dal 29 novembre al 1 dicembre alla Fiera di Verona

 

Giunto alla 28a edizione, torna JOB&Orienta, il più grande salone su orientamento, scuola, formazione e lavoro, dal 29 novembre al 1 dicembre 2018 alla Fiera di Verona. La manifestazione si conferma luogo d’incontro privilegiato tra i visitatori e il mondo del lavoro, la scuola e la formazione, con informazioni ed eventi utili all’orientamento dei giovani.

Il Salone prevede un fitto calendario di appuntamenti culturali tra convegni, dibattiti e seminari, alla presenza di relatori autorevoli, destinati sia agli addetti ai lavori che ai giovani e alle famiglie. In programma anche laboratori e momenti di animazione per coinvolgere attivamente i visitatori.

In rassegna espositiva saranno due le aree tematiche. La prima propone una panoramica di progetti educativi delle scuole secondarie di primo e secondo grado e di percorsi formativi per i docenti (percorso Educazione e Scuole); tecnologie per la didattica ed editoria specializzata (percorso Tecnologie e Media); viaggi e itinerari per le scuole, corsi di lingue, mobilità internazionale e viaggi studio (percorso Turismo e Lingue straniere).

La seconda si articola nei percorsi Formazione Accademica, la più ampia vetrina nazionale dell’istruzione universitaria, con oltre 90 atenei, istituti e accademie italiane ed estere; Formazione Professionale, dedicato agli enti di formazione professionale e agli ITS-Istituti Tecnici Superiori; Lavoro e Alta Formazione, dove aziende, enti, istituzioni, agenzie per il lavoro, associazioni di categoria, università e scuole di specializzazione presentano opportunità di stage e tirocini, corsi post laurea e percorsi di alta formazione, raccogliendo anche curriculum vitae e candidature spontanee per colloqui conoscitivi.

 

Saremo presenti anche noi di Renova Consulenza, ci trovate al Padiglione 6, percorso arancione. Sarà un’ottima occasione per conoscerci e scoprire tutti i nostri corsi formativi specifici per gli insegnanti e il personale ATA.

 

L’ingresso è gratuito: è possibile registrarsi presso l’apposito form presente sul sito, stampare il proprio biglietto direttamente da casa e saltare la coda in manifestazione.

concorso-infanzia-e-primaria

Concorso Infanzia e Primaria: ecco tutto quello che c’è da sapere

A breve uscirà il bando di concorso straordinario per l’infanzia e la primaria: dettagli e contenuti specifici per la preparazione al concorso.

Sono previsti due concorsi per infanzia e primaria:

  • Concorso straordinario: aperto ai diplomati magistrali entro a.s. 2001/02 e ai laureati in Scienze della formazione primaria, con due annualità di servizio specifico per il tipo di posto richiesto. Nel concorso sarà presente anche la relativa procedura per il sostegno.
  • Concorso ordinario: aperto a diplomati magistrali entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria. Non è richiesto servizio di insegnamento.

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto che consente di dare avvio alle procedure per il concorso straordinario, a breve pubblicato in Gazzetta Ufficiale. “[…]il termine per la presentazione dell’istanza di partecipazione” afferma il decreto “è posto alle ore 23.59 del trentesimo giorno successivo alla data iniziale indicata nel bando per la presentazione delle istanze”. Il concorso verrà svolto nell’a.s. 2018/19 in modo da garantire le prime assunzioni già dall’a.s. 2019/20. I posti a bando previsti sono circa 12.000. Il concorso straordinario è bandito in tutte le regioni e da esso discende una graduatoria utilizzata ad esaurimento dei posti disponibili. Il 50% dei posti sarà assegnato alle graduatorie ad esaurimento e il restante 50% ai concorsi. Qualora si esauriscano le GAE i posti residui si aggiungeranno a quelli destinati ai concorsi.

Requisiti per il concorso straordinario

Posti comuni: possono partecipare al concorso i docenti diplomati magistrali entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria, che abbiano svolto almeno due annualità (anche non continuative) di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria statale negli ultimi 8 anni sia su posto comune che di sostegno. Sono escluse le annualità prestate in scuole paritarie. Possono inoltre partecipare i docenti con un titolo analogo al diploma magistrale o alla laurea in SFP, conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, ai sensi della normativa vigente. Per il Trentino gli anni di servizio dovranno essere 3. Il servizio potrà essere maturato fino all’ultimo giorno utile per la presentazione della domanda.

Posti sostegno: possono partecipare al concorso i docenti che, oltre ai requisiti richiesti per i posti comuni, siano in possesso dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia.

Il decreto prevede l’ammissione con riserva dei docenti che conseguano il relativo titolo di specializzazione entro il 1° dicembre 2018, nell’ambito di percorsi avviati entro il 31 maggio 2017, compresi quelli disciplinati dal DM 141/2017, come modificato dal decreto n. 226/2017.

Punteggi

All’interno del Decreto Dignità è già stato assicurato che gli anni di servizio avranno un peso preponderante. Il concorso non sarà selettivo e si potranno ottenere fino a 70 punti per i titoli, e fino a 30 per la prova orale di natura didattico metodologica.

Fino a 50 dei 70 punti massimo, potranno essere ottenuti per il servizio; per i restanti, verranno valutati il superamento di concorsi precedenti, il possesso di altre abilitazioni di livello universitario

Per la prova orale, verranno valutati la capacità di progettazione didattica, la padronanza dei contenuti, l’utilizzo di tecnologie informatiche e di comunicazione, l’interlocuzione con la commissione sui contenuti dell’argomento assegnato e sui contenuti del programma generale, l’abilità nella comprensione scritta e orale della lingua straniera scelta (francese, inglese, spagnolo, tedesco) a livello almeno B2, la capacità di progettazione didattica.

La prova orale prevede 30 minuti per la una lezione simulata, preceduta da un’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche compiute, e 15 minuti per il colloquio con la commissione sui contenuti della lezione e sull’accertamento della lingua straniera.

Renova Consulenza propone il corso in preparazione al concorso, con circa 200 domande svolte e corrette dai formatori sul programma specifico relativo ad Infanzia e Primaria. Il corso ha già preparato al concorso a cattedre con circa il 75% degli ammessi.

Si consiglia inoltre il corso di inglese C1 con la certificazione finale, che permette di ottenere 2 punti.

A questo link la bozza del decreto completa.

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Come si svolge il terzo anno di FIT

Riassumiamo le indicazioni della nota del Miur: giorni di servizio e di attività, progetto ricerca-azione, verifiche in itinere, portfolio professionale e valutazione finale.

Torniamo a parlare del percorso FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio). Non verrà abolito dal nuovo Governo: il Miur ha da poco emanato la nota del 21 settembre 2018, relativa allo svolgimento dell’ultimo anno di prova dei docenti neo immessi in ruolo dal concorso.

Durante il terzo anno di FIT i docenti devono:

  • svolgere almeno 180 giorni di servizio effettivamente prestato, dei quali almeno 120 giorni per l’attività didattica
  • redigere la progettazione didattica annuale con l’assistenza del tutor
  • elaborare un progetto di ricerca-azione
  • essere sottoposti a verifiche in itinere, a cui sono dedicate almeno 24 ore
  • predisporre il portfolio professionale, comprensivo del bilancio di competenze iniziale e finale e del piano di sviluppo professionale

La nota del Miur specifica che il progetto di ricerca-azione è predisposto in riferimento a:

  • analisi dei bisogni e delle esigenze di istruzione, formative ed educative sulla base dell’analisi del contesto scolastico;
  • individuazione degli obiettivi e dei risultati di apprendimento, formativi ed educativi;
  • pianificazione delle attività, dell’ambiente di apprendimento, della gestione del gruppo, delle scelte didattiche e degli strumenti in coerenza con assunti e teorie sul processo di insegnamento-apprendimento;
  • – realizzazione dell’attività progettata;
  • – osservazione delle azioni e individuazione degli strumenti per monitorare in itinere e alla fine del processo di apprendimento;
  • – documentazione e riflessione professionale in relazione al percorso e alla valutazione dei risultati.

Durante le verifiche in itinere, invece, il tutor deve osservare il docente in classe, focalizzandosi su:

  • la modalità di conduzione delle attività di insegnamento;
  • il sostegno alle motivazioni degli allievi;
  • la costruzione di climi positivi e motivanti;
  • la modalità di verifica formativa degli apprendimenti.

Queste verifiche saranno oggetto di confronto e rielaborazione con il tutor, per migliorare la performance del docente.

Il portfolio professionale, infine, deve essere in formato digitale e contenere:

  1. il curriculum formativo e professionale;
  2. il bilancio delle competenze, da redigersi all’inizio e al termine del percorso;
  3. la progettazione didattica annuale (art. 5, comma 3);
  4. il progetto di ricerca-azione (art. 4);
  5. il piano di sviluppo professionale.

Alla valutazione finale sono ammessi i docenti che abbiano completato il percorso FIT, e che abbiano assolto gli obblighi di servizio (180 giorni di servizio effettivamente prestato, di cui 120 di attività didattica) e la stesura del progetto di ricerca-azione. La quantità dei giorni di servizio e di attività è proporzionalmente ridotta per i docenti neoassunti in servizio con prestazione o orario inferiore su cattedra o posto.

L’esame di valutazione consiste in un colloquio, relativo alle attività svolte nell’ambito del percorso annuale, che si svolge tassativamente nel periodo intercorrente tra il termine delle attività didattiche, compresi gli esami di qualifica e di Stato, e la conclusione dell’anno scolastico nel quale si è svolto il percorso. La commissione, ai fini della valutazione, si avvale altresì della documentazione contenuta nel portfolio professionale, trasmesso dal dirigente scolastico alla commissione stessa almeno cinque giorni prima della data fissata per il colloquio.

La Commissione, presieduta dal Dirigente scolastico della scuola dove il docente ha svolto il FIT e composta da tre docenti dell’istituzione scolastica e dal tutor, si riunisce per deliberare il parere sull’esito del colloquio.

Il docente nel caso di valutazione positiva viene assunto a tempo indeterminato e assegnato all’ambito territoriale presso il quale ha prestato servizio nel corso del percorso annuale. Nel caso di valutazione finale negativa, il contratto è risolto alla scadenza e il percorso annuale di cui all’art.17 comma 5 del Dlgs.59/2017 non è ripetibile.

Per consultare la nota completa del Miur vi riportiamo questo link.