concorsi 2019

Concorsi 2019: le tempistiche dei bandi

Quali sono i tempi previsti per la pubblicazione dei bandi per i concorsi 2019? A far chiarezza è lo stesso Ministro Bussetti, che in una recente intervista a Orizzonte Scuola è entrato nel merito delle date effettive di uscita dei bandi. Il Ministro ha dichiarato che il Bando per il concorso per le secondarie, inizialmente atteso per l’estate, uscirà entro la fine del 2019.  Bussetti ha inoltre precisato la medesima tempistica sia per il concorso straordinario dedicato alla stabilizzazione dei precari, sia per quello ordinario.

Ricordiamo che per l’accesso ai posti comuni, i requisiti sono (in alternativa):

  • abilitazione
  • laurea magistrale o a ciclo unico, e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche
  • laurea più tre annualità di servizio

Per i posti di sostegno, oltre ai requisiti sopraindicati, è richiesto il titolo di specializzazione su sostegno.

Per quanto invece riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, il bando per il concorso ordinario è imminente: secondo il Ministro la pubblicazione in GU è attesa entro fine luglio.

Renova Consulenza propone percorsi formativi specifici per il superamento dei concorsi 2019 per la primaria e per la secondaria. Come ECP Pegaso inoltre propone l’attivazione del percorso specifico per i 24 CFU. Maggiori informazioni a questo link.

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Concorso scuola primaria: in maggio il bando

Il bando per il concorso scuola primaria e infanzia è ormai imminente: la pubblicazione è infatti prevista per il mese di maggio, secondo quanto annunciato dal Ministro Bussetti.

La domanda, che sarà telematica, potrà essere presentata solo dopo l’uscita del bando. E’ nel frattempo possibile procedere alla registrazione sull’apposito portale “istanze on line”.  Per accedere e procedere alla registrazione potete collegarvi a questo link.

I requisiti di accesso sono in alternativa:

1) il diploma magistrale o il diploma sperimentale a indirizzo linguistico (se conseguiti entro il 2002)

2) la laurea in scienze della formazione (o titolo analogo)

Per il sostegno oltre questi requisiti è richiesta la specializzazione.

Il concorso scuola primaria si compone di una prova scritta e una prova orale, entrambe valutabili fino a 40 punti ciascuna. Verranno inoltre valutati i titoli, fino a un massimo di 20 punti.

Nel caso le domande siano superiori al triplo dei posti disponibili, si procederà inoltre ad una prova preselettiva.

Le immissioni in ruolo partiranno da settembre 2020. Alle GaE spetta il 50% degli inserimenti, il restante 50% è suddiviso tra concorso straordinario e concorso ordinario.

Renova Consulenza propone un percorso formativo specifico in preparazione al concorso. Maggiori dettagli sono disponibili sul nostro sito a questo link.

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ITP: come cambierà l’accesso al concorso scuola secondaria

Gli ITP non hanno al momento la possibilità di accedere ad un concorso riservato, pertanto occorre far riferimento al Concorso per la scuola secondaria.

Il bando di concorso per la scuola secondaria come sappiamo è previsto per l’estate, e i posti a disposizione sono quasi 49mila.

Tra questi, oltre a 8500 posti dedicati al sostegno, una parte sarà distribuita tra le classi di concorso ITP.

Per accedere al momento gli Insegnanti Tecnico Pratici devono essere in possesso di diploma.

Dal 2024, invece sarà necessaria la laurea triennale.

I requisiti di accesso, indicati nel Decreto Legislativo n. 59/2017, saranno infatti i seguenti:

  • abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure
  • laurea o titolo equipollente, coerente con le classi di concorso richiesta + 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

 

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Concorso Personale ATA: 10mila assunzioni dal 1° settembre

Il nuovo concorso Scuola dedicato al personale ATA permette l’assunzione fino a un massimo di 24 mesi a partire dal 1° settembre 2019. Il decreto è stato firmato dal ministro dell’istruzione, dando il via alla pubblicazione dei Bandi da parte degli Uffici Scolastici Regionali. Le graduatorie sono quelle permanenti provinciali.

I bandi e le scadenze per il personale ATA variano da regione a regione: le domande sono comunque da presentare nel mese di aprile.

La domanda va presentata infatti entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando per cui si vuole concorrere.

I documenti da allegare sono:

  • Per le nuove inclusioni: domanda di inserimento ai fini della costituzione delle graduatorie per l’a.s. 2019/20 (mod b1)
  • Per chi è già inserito nelle graduatorie permanenti: domanda di aggiornamento ai fini della costituzione delle graduatorie per l’a.s. 2019/20 (mod. b2)

Gli appositi modelli devono essere inviati per raccomandata, per pec oppure consegnati a mano. Possono essere presentati in una sola provincia.

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ITP e Docenti Non Abilitati: sul Concorso decide la Corte Costituzionale

E’ attesa per il 7 maggio la decisione della Corte Costituzionale sull’esclusione dal Concorso Scuola per i Docenti non in possesso di abilitazione e per gli Insegnanti Tecnici Pratici.

Allo stato attuale, infatti, queste due categorie hanno riconosciuto il diritto all’iscrizione nelle GaE, ma non possono accedere al concorso inizialmente previsto dal Decreto Buona Scuola per i docenti non abilitati con 3 anni di servizio.

La nuova legge di Bilancio ha previsto per queste categorie la possibilità di partecipare al prossimo concorso scuola bandito nel 2019, ma senza quote a loro riservate.

Molti dei docenti esclusi hanno pertanto presentato ricorso al Consiglio di Stato. Vista l’importanza del contendere e il numero di soggetti coinvolti, il Consiglio ha sollevato una questione di incostituzionalità e ha rimesso la decisione alla Corte Costituzionale.

Nel caso la Corte rilevasse un difetto di costituzionalità, la sentenza potrebbe quindi creare un obbligo in capo al Ministero.

Sarebbe dunque necessario indire un concorso ulteriore riservato agli ITP e ai non abilitati con tre anni di servizio.

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Gae: diplomati magistrali esclusi

Il Consiglio di stato ha deliberato in merito all’accesso alle Gae da parte dei Docenti Diplomati Magistrali, mettendo la parola fine a una vicenda molto dibattuta nell’ultimo periodo.

La decisione finale ha quindi di fatto escluso dalle graduatorie ad esaurimento i docenti diplomati. Per accedere all’assunzione di ruolo, sarà ora indispensabile per loro il superamento del concorso pubblico.

La sentenza conferma pertanto l’orientamento già emerso alla fine del 2017 con la sentenza di dicembre.

Resta ancora aperta una possibilità legata alla richiesta di annullamento della sentenza del 2017, inoltrata alla Corte di Cassazione. La corte si pronuncerà a marzo: se la 1° sentenza del consiglio di stato dovesse essere annullata, gli effetti con ogni probabilità si estenderebbero anche all’ultima sentenza emessa.

I sindacati di categoria sono pertanto in attesa della sentenza della Corte. Nel frattempo, la maggior parte dei diplomati magistrali si sta preparando ad affrontare il concorso pubblico.

Renova propone a catalogo percorsi formativi specifici per superare il concorso. Per maggiori dettagli consulta i programmi a questo link.

 

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Specializzazione sostegno: conviene?

L’impegno economico richiesto dal percorso di specializzazione sostegno è notevole. In molti che già  lavorano come insegnanti di sostegno si chiedono se i vantaggi derivanti dall’intraprendere un simile percorso siano commisurati all’investimento di tempo e denaro. Vediamo di fare chiarezza.

Per i docenti che attualmente insegnano su posto di sostegno con contratto a tempo determinato, il prossimo anno saranno ancora disponibili  incarichi anche senza la specializzazione. Tuttavia, negli anni a venire, la priorità verrà data ai docenti in possesso del titolo anche per l’assegnazione di supplenze. Per i posti di ruolo, inoltre, verrà data priorità alle assunzioni da concorso ordinario.

Di conseguenza, stando alle stime, è previsto l’inserimento di circa 40mila docenti specializzati, che sostituiranno i  docenti senza titolo.

 Il titolo, oltre a permettere l’iscrizione nell’elenco dei docenti specializzati, consentirà inoltre l’acquisizione di 6 punti in graduatoria negli elenchi per il sostegno. Ricordiamo che in caso di supplenza, le scuole faranno riferimento a questi elenchi.

Infine, la specializzazione è necessaria per accedere al concorso ordinario su posto di sostegno.

 

 

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Specializzazione sostegno: prove d’accesso rimandate ad aprile

 Il MIUR ha pubblicato sul proprio sito il decreto che specifica le nuove date delle prove d’accesso per la specializzazione sostegno, che si svolgeranno il 15 aprile per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, e il 16 aprile per la scuola secondaria.

La proroga è stata applicata anche alle date di termine dei corsi, che devono essere conclusi non più a febbraio 2020 ma a febbraio 2021.

E’ la Conferenza dei Rettori ad aver richiesto entrambe le proroghe, per permettere così agli atenei una organizzazione più efficiente.

Ricordiamo che le prove di accesso sono organizzate in un test preliminare, una prova scritta e una prova orale. Maggiori dettagli sono consultabili nel nostro precedente articolo, che potete leggere a questo link.

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Concorso TFA sostegno: a fine marzo le prove di accesso

Il 21 febbraio il Ministro dell’Istruzione Bussetti ha firmato il decreto relativo al TFA sostegno. I posti disponibili per l’anno 2018/2019 sono 14.224. In 3 anni si prevedono in tutto 40mila nuovi posti.

Le prove di accesso consistono in un test preliminare, una prova scritta e una orale. Il concorso è imminente: nel decreto vengono infatti già fissare le date delle prove. Per la scuola di infanzia e la scuola primaria le prove si svolgeranno il 28 marzo, mentre per la secondaria di primo e secondo grado il 29 marzo.

Ricordiamo che la legge di bilancio 2019 ha modificato il Decreto 59/2017 relativo al reclutamento di docenti  nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Sono quindi cambiati anche i requisiti richiesti per i posti di sostegno.

Il  nuovo sistema infatti dopo l’approvazione della legge di bilancio ha rivisto del tutto l’iter per accedere di ruolo alla scuola secondaria di primo e secondo grado.

Nel dettaglio, superato il concorso,  il candidato viene assunto in ruolo. Segue quindi un percorso iniziale di un anno di prova. Al superamento della prova, vi è la definitiva conferma in ruolo.

Per quanto riguarda il sostegno, per poter partecipare al concorso i requisiti richiesti sono gli stessi richiesti per i posti comuni e per gli insegnanti tecnico operativi, e in aggiunta una specializzazione sul sostegno.

In alternativa occorre quindi, oltre alla specializzazione sul sostegno

  • abilitazione
  • laurea più 24 CFU
  • laurea più 3 annualità di servizio

Renova Consulenza propone un percorso formativo specifico per superare le prove del Concorso TFA Sostegno.  Maggiori informazioni a questo link.

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Le nuove regole per diventare insegnanti: facciamo il punto

Vediamo nel dettaglio come si articola il nuovo percorso di formazione iniziale per accedere ai ruoli, dopo i recenti interventi del Governo.

Il concorso pubblico nazionale per la scuola secondaria verrà indetto ogni due anni su base regionale per coprire i posti vacanti in seguito al concorso precedente. Chi supera le prove del concorso, acquisirà automaticamente l’abilitazione all’insegnamento.

Si può concorrere per una sola regione e per una sola classe di concorso per ciascun ordine di scuola e per i posti di sostegno.

Per quanto riguarda le prove, il concorso prevede due prove scritte e una prova orale. Nel caso del sostegno, una prova scritta e una orale.

In graduatoria entrano esclusivamente i vincitori del concorso, in base al numero di posti indetti dal bando. In base alla graduatoria, i vincitori vengono immessi in ruolo nei due anni successivi. Sono i vincitori stessi a scegliere, in ordine di punteggio, l’istituzione scolastica in cui svolgere l’iniziale anno di prova e formazione. La scelta è da effettuarsi tra gli istituti della regione in cui vi sono posti vacanti.

Il percorso di prova annuale si conclude con una valutazione finale: se positiva, si ha l’effettiva immissione in ruolo. Viceversa, è possibile ripetere il percorso annuale di formazione iniziale per una volta. Se in questa ipotesi l’esito sarà positivo, il candidato sarà immesso in ruolo in quello stesso istituto, con obbligo di rimanere per 4 anni. Sarà inoltre cancellato da ogni graduatoria.

Per i docenti già abilitati, resta salvo il concorso già indetto l’anno scorso, con la possibilità di ripetere il percorso annuale per una sola volta, in caso di esito negativo